CARINOLA – Continuano i festeggiamenti in casa Carinola per aver raggiunto un obiettivo storico, il salto di categoria in Promozione campana.
Il viaggio è stato lungo e tortuoso ma, la società facendo tesoro di alcune cose non andate nel verso giusto nella passata stagione, ha in primis dato fiducia all’intero staff tecnico con a capo il trainer Roberto Bergantino e sotto la sua guida ha costruito una rosa valida per lottare per qualcosa di importante. Giornata dopo giornata l’intero gruppo ha acquisito la giusta consapevolezza e fiducia riuscendo a tener testa a compagini come Nocelleto, Teano e Sant’Arpino costruite per il salto di categoria. Si è arrivati cosi alla gara di spareggio per decidere la regina del girone A di Prima Categoria. Le compagini a darsi battaglia sul campo neutro di Grazzanise sono stati i ragazzi di Bergantino sfidare il Sant’Arpino. Il campo al termine dei novanta minuti ha premiato la compagine carinolese che ha saputo trasformare in oro un progetto partito dalla scorsa estate e che ora è diventato realtà.
Tra gli artefici del salto di categoria c’è sicuramente Angelo Supino che veste questa casacca da 4 stagioni. Al baluardo della difesa ha commentato la stagione appena andata in archivio:
“È stata una partita dominata sin dai primi minuti. Abbiamo subito preso il dominio del campo e iniziato ad attaccare. Il loro è stato un gol fortuito. Ho apprezzato, infatti, il commento del tecnico del S. Arpino che ha riconosciuto il merito della vittoria. Ci aspettavamo da loro una buona prestazione e così è stata, ma noi siamo riusciti ad arrivare a questa parità al 90% delle nostre risorse e le abbiamo messe in campo. Quando abbiamo perso 1-0 in casa loro eravamo rimaneggiati, con 4 titolari fuori e con alle spalle la partita come l’Imbriani Team in Coppa campania. Non c’erano le corazzate. A inizio anno il livello era abbastanza equilibrato e l’avrebbe spuntata solo chi avesse mantenuto gli standard alti per tutto l’anno. Mi ha sorpreso il Vitulazio, partito per essere tra le pretendenti che però è partito male. Se vedi i loro scontri diretti, hanno fatto punti sia con Nocelleto che con S. Arpino a dimostrazione del loro valore. Ci siamo fatti questa domanda nello spogliatoio e ognuno ha una partita in cui ha capito di poter vincere il campionato. Personalmente l’ho capito quando ci siamo ritrovati ad allenarci in 10 uomini causa infortuni ed esigenze lavorative e nonostante tutto siamo rimasti in vetta. Credo che avremmo potuto dare di più a gennaio, al ritorno dalle festività dove è stato il mese in cui abbiamo perso il nostro vantaggio. Non faccio una gerarchia tra i gruppi, ma questo ha aveva qualcosa in più sia sotto l’aspetto tecnico che umano. Cerco di prendere il meglio sempre da ogni allenatore. Chi più e chi meno cerca di dare il suo meglio. Però ho visto in mister Bergantino una passione e una dedizione al lavoro che negli altri non ho visto. A volte ripeteva gli esercizi per ore. Per i ragazzi è stato fondamentale. Quando si vince è difficile non riconoscere l’impegno di ognuno. Quindi voglio ringraziare chi, anche quando non aveva il giusto umore o non poteva fare allenamento o per altre esigenze non poteva darci una mano, c’è stato e non ha mollato senza farci accorgere di nulla. A loro vanno i miei ringraziamenti”.









