GRICIGNANO – A Gricignano di Aversa, l’aria è intrisa di orgoglio e gioia incontenibile. Nell’atto finale del campionato di Promozione (Girone A), la Polisportiva Gricignano 1974 scrive la storia: superando il Villa Literno per 2-1, i biancoazzurri si laureano campioni e staccano ufficialmente il pass per l’Eccellenza. A firmare l’impresa sono stati due nomi che resteranno impressi nella memoria dei tifosi: Antonio Simeoli e Gennaro Franzese. Il primo ha rotto l’equilibrio al 65′ con una punizione magistrale che ha fatto tremare lo stadio; il secondo, dopo il momentaneo pareggio lampo di Cecere (altro grande gol) per il Villa Literno, ha trovato la zampata decisiva con un fendente chirurgico dal limite dell’area. Un gol che non è solo una rete, ma il sigillo su una stagione trionfale.
Ai nostri microfoni, il tecnico biancoazzurro Dino Pezzella analizza così questo straordinario percorso:
“È un’emozione indescrivibile. Bisogna viverla per capire la gioia di vincere un campionato così duro, con squadre così forti. Possiamo fare parlare i numeri. Abbiamo vinto 20 gare su 30, 12 nel girone di ritorno, con un ruolino di marcia da rullo compressore che ci ha fatto scalare dalla sesta alla prima posizione. Molte gare vinte al 90′ testimoniano una squadra che non si arrende mai, 26 giocatori schierati, testimonianza di un gruppo in cui ognuno ha dato il proprio fondamentale contributo e tutti si sono fatti trovare pronti. Del resto, quasi tutte le venti gare le abbiamo vinte con il contributo di chi subentrava. Questo dice che gruppo siamo. Questa è stata la nostra arma. Voglio ringraziare la società che ha sempre creduto in noi e ci ha dato modo di lavorare con libertà e autonomia, supportandoci nei momenti difficili e gioendo con noi in quelli felici. Il pubblico è tornato allo stadio. Lo abbiamo portato a suon di prestazioni e di risultati e ci ha ripagati con un calore unico. Voglio ringraziare chi ha lavorato nell’ombra per questa squadra e tutto il mio staff tecnico che, lontano dalle luci della ribalta, sono stati lavoratori ed operai instancabili. Ed infine i ragazzi, uno ad uno, che da guerrieri hanno dimostrato che non è né un miracolo né una favola tutto questo, ma è il lavoro quotidiano, il sacrificio, l’umiltà, l’unità che ci ha resi, alla fine, i più forti. Qualcuno ha parlato di fortuna. Io credo che nel calcio, come nella vita, la fortuna se la vuoi devi andare a prendertela. E noi l’abbiamo fatto fino all’ultimo secondo dell’ultima partita di questo magnifico campionato.”
di Gaetano Molaro









