IL CORAGGIO. L’esperienza del dottor Casino: “E’ dura in ospedale, gestisco la sezione emergenza. Rugby Clan? Varie iniziative sociali ideate per aiutare…

Il presidente del Clan, Giuseppe Casino (foto: Sara Barricelli)

SANTA MARIA CAPUA VETERE – In tutto il mondo si sta abbracciando l’idea che i veri eroi di questa emergenza coronavirus sono quelli che indossano il camice. Ma è davvero così? A chiarire l’idea è intervenuto il dottore dell’ospedale Piedimonte Matese Giuseppe Casino, nonchè presidente dalla squadra Rugby Clan di Santa Maria Capua Vetere. La società medesima si è resa protagonista di progetti molto importanti che stanno dando un enorme contributo a tutto il territorio campano.

In qualità di medico come vede l’emergenza da Covid-19 e come la sta vivendo?

 È un po’ dura per noi medici. E’ davvero difficile, anche se non voglio lamentarmi in quanto noi in Campania stiamo vivendo un momento più tranquillo rispetto al nord e al resto d’Italia. Fortunatamente abbiamo potuto beneficiare dell’esperienza del nord. Ad esempio, a Santa Maria Capua Vetere se non ci fosse stato l’episodio del teatro Garibaldi che ha scaturito i 2/3 dei contagiati sammaritani, oggi non ci troveremmo in questa situazione”.

Come ha avuto modo di conoscere più da vicino questa pandemia?

“Lavoro nella sezione emergenza quindi passa tutto sotto la mia gestione. Vengo a conoscenza dei numeri dei contagiati, delle strategie aziendali, strategia di intervento, pochezza di materiali e difficoltà nel fare tamponi. La maggiore difficoltà al momento è quella di avere risultati di immediatezza dei tamponi”.

Nell’ospedale di Piedimonte Matese c’è stato qualche caso di coranavirus?

“Un collega pediatra ha contratto il coronavirus ma fortunatamente al momento sta meglio. Ora abbiamo avviato il processo di test rapidi a tutto il personale”.

Da esperto nel campo sanitario, qual è il messaggio che vuole trasmettere ai suoi colleghi medici che in questi giorni sono stati definiti veri eroi di un intero mondo? 

Oltre ai medici ci sono molte figure che stanno intervenendo, come gli addetti alle pulizie, alle lavanderie, infermieri e così via. Noi siamo quelli più a rischio e dunque dobbiamo stare maggiormente attenti e seguire bene  le direttive”.

In questo periodo di emergenza la società del Rugby clan sta dando un grande contribuito a tutti i cittadini grazie al progetto “sostieni un amico”. In cosa consiste?

“In realtà abbiamo avviato una serie di iniziative, questa è una delle ultime. Uno dei progetti importanti è quello dedicato ai bambini autistici, intrapreso 18 mesi fa e chiamato “solidarietà”. Il progetto “sostieni un amico”  invece è stato idealizzato dal coordinatore Andrea Oliva e dal vicepresidente socioculturale Emilia De Angelis. Consiste in un banco alimentari e donazione di elementi di prima necessità. Per motivi mediatici è arrivato anche al nord, e in maniera più garbata sia Andrea che Emilia sanno dove andare ad aiutare, dando così un ottimo contributo alla nostra società. Abbiamo anche creato un maxi gruppo di Whatsapp con molti genitori e bambini per avere una piazza virtuale in cui scambiarci le nostre idee e le nostre esperienze”.

 Pochi giorni fa gli spogliatoi dello stadio “F. Casino” sono stati saccheggiati da qualche malfattore, la seconda volta a distanza di pochi mesi. Cosa si sente di dire sull’accaduto?

“Non è ne il primo e ne l’ultimo in quanto lo stadio è su un territorio non facilmente controllabile. Questa volta hanno fatto dei danni assurdi, hanno distrutto un impianto idraulico fatto interamente in rame, un materiale prezioso in quanto può essere riciclato. Un danno incalcolabile, ora bisognerà lavorare tanto”.

Prima dello stop forzato, che stagione è stata questa per il Rugby clan?

“Abbiamo avuto un profondo problema di risultati ma c’è un motivo. Per molti anni abbiamo avuto una squadra vincente che in Campania non aveva rivali, arrivare secondi o terzi in classifica era una sconfitta. Questo gruppo ora non c’è più, molti giocatori sono andati a vivere lontani dal nostro territorio sia per lavorare che per studiare. Ora stiamo facendo un rinnovo generazionale, ci sono molti under 18 poco esperti ma prima di questo periodo di emergenza eravamo riusciti a formare molte squadra tra cui a Santa Maria Capua Vetere, Curti, San Prisco, Caserta e Capua. Ora sfortunatamente si è bloccato tutto”. 

 Quando pensa che scenderanno nuovamente in campo tutti i lavoratori dello sport?

“Credo non prima di settembre. Per la mia idea medica la prima fase durerà fino alla fine del mese di maggio, mentre per la seconda fase continueranno ad esserci alcune limitazioni. Di una cosa sono sicuro, nulla sarà come prima, cambierà tutto e ci sarà un rallentamento”.

 Un messaggio ai tifosi.  

“A tutti i tifosi chiedo di starci vicini, portando al campo i loro figli, anche perché  difficilmente si può trovare sul territorio campano un gruppo di volontariato come il nostro. Siamo attivi da 30 anni e in tutto questo tempo stiamo insegnando valori, primo fra tutti il rispetto”.