LA DIALETTICA. Squillante affronta l’allievo Borrelli: “Se io non son Cimabue, lui non si sente Giotto. Al Gladiator ricordi bellissimi, ora conta il futuro”

Luigi Squillante e Pasquale Borrelli

SANTA MARIA CAPUA VETERE – “Ho vissuto due esperienze a Santa Maria Capua Vetere. La prima bellissima nella stagione 2012-2013, una delle stagioni più importanti della mia carriera. Ho riso per 27 partite senza perdere, non è stato facile e mi fregio di questo record che ancora resiste in un girone terrificante come quello attuale“: così l’allenatore Luigi Squillante ricorda la sua storia vissuta con il Gladiator, che oggi affronterà da avversario alle 14.30 allo stadio “Mario Piccirillo”.

RICORDI. Colme di ricordi ma allo stesso tempo volte a pensare al futuro le parole del trainer di Sarno: “Un po’ di dietrologia non guasta mai. Dopo la stagione dei record, ho lasciato Santa Maria Capua Vetere per andare ad Ercolano e tornare dopo tre anni, nella stagione 2016-2017. Ho ottimi ricordi, tanti amici, è una grande società, ma quello che ripeto spesso è questo concetto: il passato è certo, quello che conta è il futuro. Alla Gelbison sto vivendo un’altra specie di record. I numeri dicono che nella mia vita in otto partite non è mai capitato di non vincere una gara, nonostante i quattro pareggi. Ma nelle ultime gare ho visto un cambio di mentalità, squadra più aggressiva e finalmente siamo tornati a fare il nostro modulo“.

IL CONFRONTO. Squillante si sofferma poi sul team neroazzurro: “Affrontiamo una squadra che ha pareggiato ad Altamura e poi ha frenato per 2-2 la capolista Bitonto. E’ sull’onda dell’entusiasmo perché ha vinto una gran partita ad Andria, sono in striscia positiva da tre partite, la squadra in salute ma noi stiamo attraversando un buon momento. E’ vero che abbiamo raccolto solo due pareggi in casa ma abbiamo disputato due grandi prestazioni. Se abbiamo questo atteggiamento mentale, possiamo dire la nostra. Anche se non riusciamo a vincere stiamo lì, basta che fai due tre risultati importanti e puoi allontanarti dalla zona rossa. Ho visto allegria, quindi mi riferisco ad un detto ‘Squadra allegra Dio l’aiuti“.

IL CONFRONTO. Infine il trainer della compagine di Vallo della Lucania si esprime sul duello con Pasquale Borrelli, l’attuale allenatore neroazzurro che nell’armata dei record fu scelto proprio da Squillante come capitano. Tanti i collegamenti che sono stati fatti tra i due, allievo contro maestro e giù di lì, così la risposta sul legame abbraccia temi pittorici: “Borrelli è stato un mio calciatore e sinceramente fa parte di quel record. Io lo presi dall’Eccellenza, non so come fa giocare i suoi calciatori ma ho ho visto delle immagini. Qualcuno allude a due pittori ma posso dire che se io non mi sento un Cimabue, lui non si sentirà un Giotto. Farà piacere tornare in quell’ambiente in cui mi sono trovato benissimo e incontrare nuovamente tante persone che apprezzo e che hanno apprezzato la mia persona“.

Carlo Petrani