Juvecaserta ancora ko, Gentile: “In casa siamo irriconoscibili e non so perchè”. Giuri: “I fischi non ci aiutano, serve pazienza da parte dei tifosi”

Marco Giuri (Foto Alida Filauro)

In sala stampa coach Nando Gentile commenta la terza sconfitta di fila casalinga. “E’ difficile parlare e spiegare partite del genere. Non so cosa stia accadendo perché in casa siamo una squadra e fuori un’altra. Sarà la tensione del Palamaggiò, non lo so ma accadono cose inconcepibili. In settimana ci alleniamo bene, diamo il massimo poi scendiamo in campo e succede di tutto. Quando giochiamo qui sembriamo una squadra che si è radunata ieri, poi in trasferta siamo una squadra. Anche stasera si è fatto il contrario di come l’avevamo preparata. Sarà il palazzetto grande, la storia che si respira, i grandi giocatori che hanno indossato la maglia. Non me lo spiego. Imola ha giocato una grande partita segnando canestri da tre che faccio fatica a spiegare. Dovevamo marcare Baldasso e Masciadri che erano pericolosi da tre e hanno colpito da ogni posizione. Sotto canestro abbiamo avvertito l’assenza di Cusin e si è visto. Ma il problema non sono le assenze; commettiamo errori banali o di disattenzione e non capisco il perché”. Poi una frecciata a Sousa: “Quando si allenerà come dico io giocherà altrimenti no”.

Sulla questione Palamaggiò interviene anche Giuri: “Non ci sono alibi per le brutte partite casalinghe ma se può esserci qualcosa a nostra discolpa è che per qualcuno ci può essere una pressione eccessiva. Ma bisogna abituarsi in fretta perché non si possono perdere tre partite in casa in questo modo. Una cosa vergognosa e non è bello uscire tra i fischi e gli insulti del pubblico. Questa non è l’A1, non ci sono i campioni di una volta e serve pazienza da parte di tutti, specialmente del pubblico che al minimo errore iniziano a contestare. Così non va bene, la squadra va sostenuta sia quando siamo sotto di dieci, di due o in vantaggio. E’ un problema nostro e lavoriamo per risolverlo ma quando le cose vanno male serve la spinta del pubblico non i mugugni. Questo palazzo è conosciuto in tutta Italia per la forza, l’incitamento che riesce a trasmettere e non per gli insulti. Io non ci faccio caso ma ci sono giocatori giovani che non reggono la pressione e smettono di giocare. Ad agosto dissi che mi aspettavo un pubblico come l’avevo lasciato ma ora non è così. Tornando alla partita, Imola l’ha vinta in difesa ma soprattutto grazie alle nostre 14 palle perse che sono una enormità. Se poi sbagli tiri semplici come ho fatto io allora perdi le partite. Attenzione però: abbiamo perso ma non certo perché il pubblico ci fischia. Assolutamente ma c’è bisogno del loro supporto. Non cerchiamo alibi, non pensiamo alle assenze ma dobbiamo lavorare con intensità perché questo è un campionato in cui se ti distrai prendi un parziale di 10-0 ed è dura. Noi siamo una squadra che deve rimanere concentrata dall’arrivo al campo fino a sotto la doccia altrimenti vai in grande difficoltà. Siamo molto fragili mentalmente ed è innegabile”.