Da Padova a Benevento senza mai dimenticare le origini, Violante: “Da sempre tifoso della Casertana. Ecco dove andremo in ritiro e siamo pronti ad annunciare i primi colpi”

Salvatore Violante

Prima intervista con Salvatore Violante responsabile dell’area tecnica della Casertana.
Sono nato a San Prisco nel 1979, a 13 anni sono andato a giocare in club professionistici. Ho avuto una carriera breve da calciatore, ma intensa. Ho raggiunto l’apice con la conquista della prima squadra con la Pistoiese con Glaguna, Doni. La stagione più bella l’ho vissuta proprio a San Prisco nel 2000 vincendo il campionato di Promozione. Ero con degli amici in questa avventura, sia come calciatore che nella vita. Poi ho smesso ed ho iniziato la carriera da dirigente.
Con chi hai iniziato?
Nel settore giovanile del Padova, una intuizione di Armando Caldari attuale segretario generale della Lazio che mi propose ai dirigenti. Avevo una collaborazione esterna prima di diventare a tutti gli effetti direttore tecnico e responsabile dello Scouting. Ho sempre collaborato con queste mansioni prima di accettare l’offerta della Reggina diventando collaboratore di Simone Giacchetta. Un’esperienza che mi ha formato tanto anche sotto il profilo caratteriale. Con gli amaranto sono stato fino al 2015 prima di vivere un’esperienza in prima persona con il Pomigliano in Serie D e di cui conservo un bel ricordo. L’anno scorso la chiamata a Benevento dove ero il collaboratore di Pasquale Foggia, con il quale ho un rapporto anche personale che va avanti da anni, uno di quelle persone a cui mi ispiro lavorativamente.
In questi anni da dirigente e responsabile dello scouting hai scoperto qualche talento?
Sarebbe poco carino fare dei nomi perchè dove lavoravo ognuno aveva un ruolo che veniva rispettato. Alla Reggina ho visto crescere Missiroli, Cosenza, Viola tutti calciatori che secondo me potevano fare molto di più.

Salvatore Violante durante la presentazione di lunedì scorso

Da fonti attendibilissime sappiamo per certo che sei sempre stato un tifoso della Casertana anche se per motivi di lavoro seguivi il Benevento o altre società.
Assolutamente. Il primo risultato che conoscevo ero quello della squadra per la quale lavoravo, subito dopo chiedevo il risultato della Casertana. Per me rappresenta moltissimo, sono un casertano doc ed ho sempre tifato rossoblù. Da ragazzo ho visto tante partite della Casertana ero in curva con mio padre, ricordo Marco Serra, Petruzzi, Ravanelli, Statuto tutti idoli per i quali ho tifato.
Sei già al lavoro per la nuova Casertana?
Siamo già operativi. Abbiamo pensato prima di ogni cosa al riassetto societario e lo abbiamo quasi ultimato, mancano solo alcune figure professionali che a giorni aggiorneremo. Stiamo organizzando il settore giovanile che per noi deve essere una risorsa importante ed un serbatoio della prima squadra. Di sicuro saranno tanti casertani che ne rappresentano la casertanità. Per la prima squadra garantisco che stiamo muovendo i primi passi ed abbiamo le idee chiare sul da farsi. Ci sono trattative in corso, se tutto va come sta procedendo in settimana ci saranno anche gli annunci. Bisogna aspettare che arrivi il 30 giugno perchè molti sono ancora sotto contratto e bisogna rispettare i tempi tecnici ed il momento giusto.
Avete scelto la sede del ritiro?
E’ anche quest’anno Roccaraso, stiamo valutando le date insieme a mister Ginestra, anche in funzione della TIM CUP che inizia il 4 agosto.
Ci sembra che abbiate le idee chiare sul da farsi.
Non potrebbe essere altrimenti, Ho la fortuna di lavorare in una società rodata, importante che mi ha dato un’opportunità che cercherò di sfruttare al massimo anche perchè essendo un uomo del territorio ho motivazioni superiori. Con D’Agostino è semplice lavorare.

Vincenzo Di Nuzzo