Ivano Giordano perdutamente innamorato della Casertana: “Stagione fantastica, ecco come restare in vetta fino alla fine”



Ivano Giordano
Ivano Giordano

Ivano Giordano è stata una grande bandiera della Casertana. Quest’oggi sul Mattino ha rilasciato una lunga intervista in cui si mettono a confronto quelle squadre dell’89 e 90′ con questa attuale.

Giordano è una Casertana simile a quella degli anni d’oro?



«La prima cosa che mi viene in mente – esordisce – è il primo posto in graduatoria che è bel punto di partenza. Nell’89 così come nel ’90 fummo protagonisti di un girone di ritorno fantastico. Loro devono invece gestire il momento, continuare a cavalcare l’onda dell’entusiasmo senza lasciarsi condizionare dalla classifica. In quelle stagioni partimmo male, addirittura a fine girone di andata chiudemmo quart’ultimi. Poi le cose andarono come tutti sapete, ma è essenziale non perdere l’unità di squadra e la concentrazione in campo».

Ieri come oggi il comune denominatore sembra essere l’allenatore.

«Fummo fortunati ad incontrare tecnici vincenti –  prosegue – come Caramanno e Lombardi perché con il loro credo calcistico riuscimmo a risalire. Ripartimmo dalle retrovie dando spettacolo su tutti i campi. E mi sembra che anche questa Caserta giochi davvero bene. Gli artefici principali di questo sport sono i calciatori, ma senza un tecnico preparato non si raggiungono grossi risultati».

Ivano Giordano in tribuna al Pinto
Ivano Giordano in tribuna al Pinto

Un debuttante come Romaniello è stata dunque la mossa giusta?

«Credo proprio di sì. A volte non serve ingaggiare allenatori di categoria superiore o di serie C. Bisogna puntare sull’uomo, su una persona convinta delle proprie idee. E secondo me la cosa fantastica che sta facendo Romaniello è portare avanti le proprie idee in una piazza che ha fame di calcio e di vittorie. Caserta e la Casertana sono da serie B». Miglior difesa del girone, esattamente come il ’91. Un semplice caso?

«Se sbaglia il portiere o un difensore puoi prendere gol, se l’errore arriva dall’attaccante non accade nulla. Perciò il reparto arretrato è fondamentale, giocare con grande affiatamento aumenta la consapevolezza nei propri mezzi e l’autostima. Ecco perché quando non subisci gol è già un bel punto di partenza».

Ma per conservare il primo posto fino alla fine cosa bisognerà fare?

«Mantenere i piedi per terra ogni settimana e vi assicuro che non sarà facile – conclude Giordano – perché le responsabilità e la pressione aumenteranno. Ogni domenica sarà una battaglia, ma giocare senza quella pressione di dover vincere ad ogni costo è un vantaggio. E con quei tifosi meravigliosi sarà tutto più semplice».


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