Juve, tutta l’amarezza di Sacripanti



Sacripanti deluso dalla Juve vista ad Ancona
Sacripanti deluso dalla Juve vista ad Ancona

«A decidere andamento del match e della nostra brutta trasferta ad Ancona, è stato il secondo periodo. E’ li che la Sutor, prima ancora dell’inizio del break, ha trovato il modo giusto per prendere il largo, il modo giusto per mettersi in tasca quel vantaggio necessario a giocare senza il peso psicologico ne di rimontare, ne di giocarsi un faccia a faccia importante per la salvezza con noi che siamo un gradino avanti in classifica. E’ in quel momento della partita che il break negativo per noi, ci ha tagliato le gambe e non ci ha più permesso di essere noi stessi e di provare a fare quello che avevamo preparato nella settimana di avvicinamento ad una sfida importante». Ha esordito in questo modo coach Pino Sacripanti presentandosi in sala stampa del Pala Rossini di Ancona dopo la dura, pesante e a più che di qualche tratto, anche brutta ed imbarazzante, sconfitta contro la Sutor Montegranaro. Un Sacripanti che è stato investito anch’egli dall’onda d’urto dell’uragano sutorino provando a creare uno scudo intorno ai propri giocatori che oltre al break possesso dopo possesso continuavano anche a caricarsi di falli cosi come Jonusas ed Akindele. Qualche attimo pero nei cambi o nel time out con la speranza di poter vedere una reazione direttamente da parte dei propri ragazzi ed invece tutte le sue manovre non hanno avuto l’effetto sperato. Eppure la prima mossa tattica, quella messa in campo dopo nemmeno qualche minuti e rappresentata dalla zona fronte pari, aveva dato vita ad un mini parziale positivo lanciando segnali confortanti nei confronti di un attacco che non aveva ancora trovato il modo di vedere il cerchio arancione non come un anello di fidanzamento, ma come una vera e propria vasca da bagno. Poi, però, tutto è cambiato. Amoroso, Cinciarini e compagni, hanno incendiato la mano dalla lunga distanza. Le triple gialloblù sono arrivate come un montante pieno sulla faccia della Juve colta con la difesa abbassata e da quel momento in poi è stato un continuo essere costretti alle corde con colpi che arrivavano da ogni parte del campo con qualche anche accenno di ko tecnico quando si è arrivati alla soglia dei trenta punti di scarto. Per fortuna Caserta ha avuto la forza di cadere al tappeto solo per qualche secondo e resistere fino all’ultima ripresa, ma il verdetto è stato eloquente ed incontrovertibile con la Sutor che si porta a casa vittoria e doppio confronto.

Quindi tutta questione di approccio?



«Sinceramente più che di approccio sbagliato – ha continuato lo stesso Sacripanti – considerando che l’avvio di gara non è stato male e con anche un nostro vantaggio ad un certo punto. Quello di cui parlerei è di una squadra che ad un certo punto si è letteralmente spenta ed incapace di reagire all’onda di Montegranaro».

Dove le ‘colpe’ della debacle?

«Di sicuro nel momento dell’inizio del break, abbiamo avuto poca se non pochissima reattività in difesa. Il tutto poi si è allargato quando in attacco abbiamo unito una fluidità persa e che avevamo provato ad avere dopo la palla a due. Senza contare che non abbiamo avuto il nostro solito contributo dalla panchina al quale si è unita la questione falli di Jonusas ed Akindele che hanno fatto dentro e fuori per evitare di uscire completamente dal match».

Quanto  e se, secondo te, ha inciso l’assenza di Mavraides che non è potuto essere della partita ma era in borghese al fianco della squadra?

«Non è una giustificazione a quanto abbiamo fatto in campo, ma l’assenza di Mavraides per un forte virus intestinale ha condizionato tantissimo non tanto il match in se, ma la settimana di preparazione alla partita. La sua assenza, la settimana di pausa quasi totale per le Final Eight e tante alte piccole cose invece che rigenerarci ci hanno limitato ulteriormente. Ma con questo assolutamente non voglio togliere meriti a Montegranaro, che invece si è fatta trovare pronta ed ha giocato una partita più reattiva della nostra sia in attacco che in difesa».


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