Cancellieri ed il ‘sacco’ di Caserta



Coach Massimo Cancellieri
Coach Massimo Cancellieri

«Alzata la palla a due e per i primi dieci minuti di gioco il nostro più grande errore è stato quello di essere stati poco aggressivi sulla palla e sui portatori di palla. In alcune occasioni ci abbiamo provato, ma sbagliavamo tempo e modo, permettendo a Caserta di trovare canestri facili e prendere fiducia su di un campo dove anche il pubblico gioca la sua parte. In attacco, poi, non siamo riusciti ad avere pazienza nei nostri giochi ed allora ci siamo affidati alla prima conclusione possibile con quella fretta di recuperare che non fa mai bene». Non ci gira intorno Massimo Cancellieri in sala stampa dopo la fondamentale vittoria della sua Biella contro una Caserta che è arrivata, comunque, a quell’ultimo di tiro di Michelori dal mettere in tasca una nuova impresa allo scadere. Non ci gira intorno nel bastonare gli errori che avevamo portato i piemontesi ad un passo dal baratro della doppia cifra di svantaggio, ma anche nell’elogiare la squadra quando ha saputo rimontare e resistere agli assalti bianconeri.

«Dall’altra parte – ha continuato il timoniere piemontese nell’analizzare l’importantissima vittoria nello scontro diretto e quindi doppio vantaggio con i bianconeri – la Juve è stata brava nel riuscire a sfruttare queste nostre mancanze dando palla ad Akindele che dal pick and roll ha costruito la gran parte dei punti e del vantaggio della Juve del primo tempo. Poteva essere il momento della resa, il momento di un’altra sconfitta, invece ci siamo rialzati»



Effettivamente nel momento di massima inerzia della Juve in campo, cosa ha pensato dal suo punto di vista?

«Sinceramente sul -12 ho rivisto quel baratro delle ultime sconfitte, ma il miglior segnale per il prosieguo del nostro campionato è stato non tanto il parziale costruito tra metà secondo quarto e metà del periodo finale, quanto la nostra tenuta mentale sulla rimonta di Caserta».

Quale la chiave la chiave del vostro successo in un momento delicato come quello del gioco punto a punto?

«La freddezza e la pazienza di giocarci le nostre carte fino alla fine senza perdere contatto con il flusso della partita, senza perdere contatto con quello che stavamo facendo fino a quel momento in campo dal punto di vista del basket giocato e la calma con quale siamo riusciti a mettere le cose a posto dopo ogni singola azione di Caserta. Una volta raggiunti, infatti, non ci siamo disuniti e abbiamo risposto azione su azione ai nostri avversari, reggendo mentalmente alle difficoltà».

Considerando il successo dell’andata e la vostra situazione di classifica, dire che questi due punti hanno il peso specifico di un macigno, è dire poco. Lei come la pensa?

«Che prima di tutto questo successo ci serviva come il pane. Lo so che tutti ora penseranno che la cosa più importante di questo successo in trasferta ed in un campo difficile contro una squadra che non molla mai, sia la classifica. Invece io penso tutt’altro. Certo muovere la casella dei punti e delle vittorie è fondamentale, ma forse per noi e per il momento che stiamo vivendo lo è ancor di più per il morale. E’ come se ci fossimo tolti un macigno dalle spalle, abbiamo cancellato quella paura di perdere che in alcune occasioni ci ha fatto lasciare punti per strada e che ti condiziona le partite. Questo successo ci rende un po’ più liberi mentalmente, ma soprattutto ci restituisce un pizzico di serenità per affrontare la pausa e la ripresa di un campionato ancora difficile e ricco di insidie. Siamo ampiamente nella lotta salvezza, abbiamo dimostrato di avere qualità, ma soprattutto volontà ed allora faremo ripartire il nostro campionato da Caserta».


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