Un girone dantesco per ‘spennare’ il gallo



La curva dell'Inferno (foto lareggiadelbasket.it)

La tappa numero 14 del viaggio di Colore e Calore fa scalo nel girone dantesco del Palamaggiò. Che bello, che meraviglia, che gioia per gli occhi ed il cuore e “non me ne frega di un c.. di niente” (cit Enzino Esposito 21 maggio 1991 contro Milano, guarda caso) per il rimbambimento cerebrale all’uscita del palazzetto. Bello, bello, bello: quanto sei stato bello mio caro Palamaggiò. Bello da perdere il fiato. Bello da far aumentare i battiti del cuore. Bello da farti venire i brividi. Bello perchè sei tornato umile e battagliero, hai dimenticato di essere un salotto, ha ruggito come un leone. Di per sè un Caserta contro Milano regala un fascino particolare nella secolare sfida tra Nord contro Sud. Il Settentrione ricco e borghese al cospetto del piccolo Meridione che prova a restare a galla tra mille e passa problemi. Ma, Caserta contro Milano riporta alla mente partite di bellissima fattura, tre finali scudetto giocate ed un duello che è tornato, in questi ultimi anni, ad infiammare la Lega A. Domenica c’era un motivo, non di poco conto, a rendere maggiormente gustoso l’evento: c’era l’arrivo della stella Nba Danilo Gallinari, presumibilmente alla penultima gara in Italia prima di tornare a Denver. Per lui si sono mossi in parecchi da tutto il Sud, quello di prima piccolo e pieno di problemi. Il ‘Gallo’ era poco piu’ di un ragazzino quando venne l’ultima volta a Pezza delle Noci con la canotta della Edimes Pavia in LegaDue. Ora è una star che ha smosso gente perfino da Caltanissetta. Tantissimi, invece, sono arrivati dalla Puglia e, logicamente, da ogni angolo della Campania. Il computo finale parla di 5070 spettatori per un incasso di 37.446 euro. Numeri pesanti, i migliori della stagione (vado controcorrente e mi chiedo perchè la Juve non ha indetto la ‘Giornata Bianconera’ proprio in questa occasione visto che avrebbe guadagnato soldi pesanti per questa stagione tribolata, economicamente parlando). Al momento della sua chiamata c’è da rimarcare la bordata di fischi. Gli insulti, come prassi, sono toccati all’assistant coach di Scariolo, l’ex guida bianconera Fabrizio Frates. Bellissima e fiera, invece, la coreografia dell’Ibn: cartelloni grigi, il simbolo della nostra Caserta sopra la testa del diavolo e lo striscione: “Fiero di essere meridionale”. Messaggio chiaro ad inizio secondo periodo rivolto al club: “Meritiamo rispetto, merito chiarezza, non vogliamo un altro 98”. E’ un momento difficilissimo per il club (manca un milione per chiudere la stagione) e l’Inferno e tutta Caserta chiedono, giustamente e doverosamente, chiarezza. Ma intanto ci sono sempre.
Detto questo e fatti i complimenti, meritati, alla tifoseria bianconera, vorrei sfatare una ‘leggenda’ di queste ore all’ombra della Reggia: non voglio proprio credere che Gallinari (che gioca in arene da 20mila posti), Bourousis e Fotsis (quanti derby disputati tra Olympiakos e Panathinaikos, non so se mi spiego), Nicholas (altro che ha girato i campi infuocati del Continente) si possano essere spaventati. Siamo onesti, non gli tremavano le gambe. E’ vero, invece, che questa spinta clamorosa del pubblico ha regalato una marcia maggiore ai bianconeri che si sono gasati all’inverosimile ed hanno superato ogni limiti fisico e tecnico grazie al proprio pubblico. Ma, vi prego, non dite che quelli di Milano hanno tremato, fate un’offesa alla vostra intelligenza.
Comunque, benissimo. Dopo Siena anche Milano deve inchinarsi. Che bello, insieme si riesce a raggiungere qualsiasi risultato. Preso dall’enfasi della radiocronaca ho anche detto che la Juve è stata piu’ bella della Reggia vanvitelliana. Ripensando a mente fredda… confermo tutto. La Juvecaserta è entrata in campo, come promesso, con la maglietta della Unicef per aiutare il progetto ‘Vogliamo 0’ mirato a dare un aiuto reale e concreto ai bambini malnutriti dell’Africa centrale principalmente.
In questo momento di estasi, un ultimo pensiero lo voglio doverosamente dedicare a Rimantas Kaukenas, il campione lituano del Montepaschi Siena. Ieri si è malamente infortunato (pare rottura del crociato) a Cremona dopo uno scontro con Roderick. Kaukenas, per inciso, è uno dei tanti campioni scoperti da Sacripanti nel ‘sommerso’ del basket. Jega Rimantas.




error: Content is protected !!
P