SCANDALO CASORIA. L’avv. Colonna: “Allibito. Comitato in declino: su tesseramenti e cambi di sede sociale qual è la verità?”

Lunga intervista esclusiva all’ex presidente della FIGC Campania



Salvatore Colonna

CASERTA – La vicenda relativa al Casoria sta assumendo i contorni di un vero e proprio scandalo calcistico. Uno scempio che è salito agli onori delle cronache nazionali, in virtù di punteggi come il 23-0 e 16-0 che fanno di per sé notizia. Ma se i risultati eclatanti sono la superficie, bisogna scavare sotto terra, nel profondo, per conoscere tutto il crogiolo di problemi, fatti sconcertanti ed errori di una delle pagine nere del calcio dilettantistico campano e non solo.

Alla lettura dell’articolo scritto in esclusiva dalla nostra redazione su ciò che è accaduto sabato scorso a Casal di Principe in occasione di Albanova-Casoria, con ragazzi che sono stati presi letteralmente dalla strada per giocare ed evitare la quarta rinuncia e la conseguente esclusione dal campionato (CLICCA QUI PER LEGGERE), tanti si sono resi conto della drammaticità del fatto e dei rischi che si possono correre in tale vicenda.



L’argomento ha lasciato esterrefatto l’avvocato Salvatore Colonna, in passato presidente del Comitato Regionale FIGC Campania per tre quadrienni dal 2000 al 2012, che abbiamo intervistato in esclusiva per SportCasertano.it. Succeduto a Cosimo Sibilia (ex presidente della Lega Nazionale Dilettanti), venne poi seguito da Vincenzo Pastore nel 2012: da quel momento è stato eletto consigliere federale FIGC, rivestendo l’incarico per quattro anni e divenendo il terzo dirigente napoletano, dopo Carlo de Gaudio e Corrado Ferlaino, ad occupare un posto nel Consiglio della Federcalcio. Il primo biennio 2012-2014 con Giancarlo Abete fino alla sconfitta dei Mondiali, il secondo biennio 2014-2016 con Carlo Tavecchio. Attualmente è il presidente della Commissione del Collegio Arbitrale Federale che si occupa delle controversie degli allenatori della Lega Nazionale Dilettanti: carica intrapresa dalla fine del 2016.

Il cambio di sede sociale

Esperto della materia calcistica, l’avvocato Colonna scandaglia lo scandalo Casoria (la denominazione ufficiale è A.S.D. Casoria Calcio 2023 – La Rinascita) sin dalle profondità: “Sono frastornato ed allibito da ciò che sta accadendo in Eccellenza Campania, la categoria che è la Serie A di ogni Comitato Regionale d’Italia. L’argomento Casoria è un caso che è esploso in questo momento ma che viene da lontano. Per i cambi di denominazione sociale, fusione, scissione, c’è un termine perentorio che non si può oltrepassare che è quello del 5 luglio. Se il vincolo temporale è stato rispettato (cambio avvenuto il 21 giugno), l’anomalia riguarda il vincolo spaziale cioè il cambio di sede sociale. Qui sembra che sia successo un caso molto strano, poiché il titolo di un club di Maddaloni viene portato a Casoria: città di due province diverse che non confinano. Ciò non è consentito se non attraverso una deroga straordinaria da parte del Presidente Federale della FIGC, su richiesta del presidente della Lega Nazionale Dilettanti e del presidente del Comitato Regionale FIGC Campania. Non so se, in questo caso, è stata fatta la richiesta e mi sorge il dubbio anche per lo spostamento dell’altro titolo dalla provincia di Avellino, da Lioni fino a Sapri, in provincia di Salerno. Io ho l’impressione che non ci siano stati e questo è uno spostamento di titoli che non può venire senza deroga straordinaria. Fuori provincia, può avvenire solo tra città al confine, come ad esempio il titolo dell’Ortese da Orta di Atella a Grumo Nevano, città limitrofe di due province diverse. Se non c’è la deroga, chiedo a chi di dovere come sono stati possibili tali spostamenti: qual è la verità?”.

Sull’argomento, l’avvocato prosegue: “Se non era possibile fare tali spostamenti, per coprire i posti vacanti lasciati da queste due società si doveva procedere ad un pubblico bando di ammissione o riammissione con criteri precisi. A quanto vedo c’è una situazione di grande confusione a livello di governance. Molta apparenza, ma la sostanza non c’è. Ai miei tempi organizzavo ogni mese un convegno di livello culturale con l’ausilio di Istituzioni ed altri enti sportivi. Ora invece vedo un Comitato completamente assente. Non c’è cultura: vedo solo tanta confusione”.

Il Tesseramento

L’autorevole figura sportiva, con oltre cinquant’anni nel mondo del calcio (calciatore del Materdei a 15 anni, poi dirigente della Sanità ed infine figura del Comitato), focalizza l’attenzione su un altro aspetto torbido di questa vicenda: il tesseramento dei calciatori che stanno scendendo in campo con la maglia del Casoria. Sconcertato dal pre-gara con i calciatori che sono scesi in campo per 50 euro e che hanno detto all’Albanova di essere disposti a non giocare la partita in cambio di altri 50 euro a testa, l’avvocato Colonna non va per il sottile: “Questo è inaccettabile e resto senza parole di fronte alla questione tesseramento. Per verificare se i calciatori impiegati siano tesserati o meno, bisogna controllare sulla piattaforma. Se non fossero tesserati sarebbe un disastro: ce ne rendiamo conto?! Nel caso in cui dovesse avvenire un incidente grave o la morte, la responsabilità penale è di tutti: presidente del Casoria, presidente della FIGC Campania ed anche del Presidente Federale. Se c’è stato un omesso controllo da parte del Comitato, ci troveremmo di fronte ad un fatto di una gravità inaudita ma attualmente non so se siano già mossi in tal senso, con i dovuti accertamenti. Al loro posto, se fossi ancora presidente, il lunedì successivo alla gara avrei attivato tutti gli organi ed avrei segnalato alla Procura Federale la questione. Non dimentichiamo che in Campania c’è un precedente importante. Pastore è stato radiato perché ha consentito che 200, 300 ragazzi non tesserati giocavano. Si tratta di una responsabilità enorme e mi auguro che non sia successo mai niente a questi ragazzi”.

L’indebolimento del Comitato e della LND

Fa strano che tutto questo avvenga in Eccellenza, il massimo campionato regionale. Una situazione che sporca oltremodo il movimento calcistico campano: “I risultati di 23-0 e 16-0 rendono il campionato di per sé dequalificato. Sono notizie che fanno indebolire l’autorevolezza dei Comitati e della Lega. Non si può andare avanti così. Bisogna andare a scandagliare questa problematica, per verificare a livello federale. Basta prendere la distinta ed il nominativo, ne basta solo uno. È una situazione folle dal punto di vista organizzativo. Anche sulla proprietà dei club con me non è mai successo. Seppur in maniera criptica, noi facevamo delle valutazioni sulle persone che andavano ad acquistare club. Non bastava dire “Io ho un’impresa”: noi valutavamo la consistenza dell’eventuale presidente. In dodici anni non abbiamo subito una situazione del genere. Adesso non si può andare avanti così. Con la quarta rinuncia si assisterà ad un campionato monco: a proposito di ciò dico che chi semina vento raccoglie tempesta”.

Infine l’avvocato Salvatore Colonna esprime la sua delusione per l’attualità: “Vedere una situazione del genere nella quale langue il Comitato Regionale della Campania mi provoca tanta tristezza. Sono sempre stato innamorato del calcio campano, insieme a tanti appassionati collaboratori abbiamo reso il comitato fortissimo. Dopo la Lombardia noi eravamo il secondo Comitato d’Italia con mille società. Oggi all’ultimo censimento, siamo scesi drammaticamente sotto le 400 società: è un declino inarrestabile. Non voglio caricare tutto su questa governance, ma avere poco più di 380 società aventi diritto al voto è troppo poco. Per la Campania sono numeri bassi che mi fanno enorme tristezza”.


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