DA CASERTA ALLO SCUDETTO IN POLONIA. Con il Legia Varsavia il figlio d’arte di Roccamonfina vince il titolo



Alessio e Lino De Petrillo

VARSAVIA – Un casertano entra di diritto nella storia del Legia Varsavia. Proviene direttamente da Roccamonfina Alessio De Petrillo, vice allenatore del club della capitale (ufficialmente Klub Piłkarski Legia Warszawa Sportowa Spółka Akcyjna) che ieri sera ha conquistato il titolo nella Ekstraklasa, la Serie A polacca. Determinante per l’ufficialità del trionfo il pareggio per 0-0 del Rakow a Białystok contro la Jagiellonia: in virtù di tale risultato il distacco in classifica di nove punti è incolmabile nelle ultime tre giornate, con i Wojskowi che occupano il primo posto a quota 59, di nove lunghezze avanti a Rakow appunto e Pogon Szczenic. In virtù dei migliori risultati negli scontri diretti, non c’è alcuna opportunità per le inseguitrici, così sin dal triplice fischio di ieri sera è partita la festa tra i calciatori.

SCUOLA ITALIANA. De Petrillo è arrivato nel team dei Legioniści a gennaio, scelto per affiancare l’allenatore Alexandar Vukovic in modo tale da indottrinarlo sul tatticismo italiano, considerato un esempio nelle leghe europee. Al momento dell’approdo in Polonia, la sua nuova compagine era seconda a due punti dal primato, poi da quel momento ha incanalato una striscia di dodici risultati utili positivi che ha consentito l’allungo in vetta.



Alessio De Petrillo in panchina

LE ORIGINI. Grande gioia per l’allenatore di origini casertane che è nato a Pisa, lì dove la famiglia viveva in quel momento così come confermato anche da V-News.it. Cresciuto nel settore giovanile del team toscano, giocava nel ruolo di centrocampista ed ha fatto parte della rosa dell’Empoli che ha partecipato alla Serie A 1986-1987, senza però mai fare il proprio esordio. Gioca in Serie C con Foggia, Olbia, Cuneo ed Aosta, poi nel 2000, a trentatré anni inizia la sua carriera da allenatore che lo porta a guidare dalla Serie D alla C squadre del calibro di Monza, Pisa, Gubbio, Tuttocuoio e Prato. Il grande salto in cadetteria non è mai arrivato, così a gennaio si aperta la strada del Legia Varsavia che conquista l’accesso ai preliminari della Champions League.

A sinistra Lino De Petrillo

L’EREDITÀ. La famiglia è andata avanti a pane e pallone di fatti Alessio ha raccolto l’eredità di calciatore ed allenatore dal papà nato proprio nel vulcanico territorio dell’alto casertano. Aquilino De Petrillo (chiamato Lino), ex centrocampista anch’egli, ha vestito le maglie di San Vito Benevento, club nel quale esordì, poi ha giocato con Gladiator, Juve Sammaritana, Livorno, Forlì e Pisa. Nella città della Torre pendente militò dal 1961 al 1964 con 105 presenze e 4 goal, divenne capitano ed è proprio lì che spostò la sua residenza, infatti il figlio Alessio nacque in Toscana. Nel 1967 intraprese la carriera da allenatore che lo ha visto calcare le panchine di tanti club di tutta Italia per trent’anni fino al 197-1998: tra tutte bisogna citare Catania, Benevento, Messina, Nocerina, Campobasso, Sorrento, Lucchese e tante altre.

Lino De Petrillo

I SUCCESSI DEL PAPÀ. Nel suo palmares due promozioni con il Potenza dalla D alla C (1974-1975 e 1977-1978), una con l’Enna (1989-1990), ma è con il Catania che ottiene la maggiore soddisfazione: all’ombra dell’Etna ottiene la promozione in Serie B nella stagione 1979-1980. Dulcis in fundo, Lino De Petrillo vince col Cosenza la Coppa Anglo-Italiana nella stagione 1982-1983 (intitolata dopo Memorial Gigi Peronace in nome dell’ideatore). La competizione calcistica si svolgeva tra club italiani e inglesi, dal 1970 al 1996, ed in quella annata i Lupi della Sila superarono in finale il Padova, dopo aver sconfitto rispettivamente in semifinale Wycombe e Chelmsford City.

 Quasi trent’anni dopo un nuovo De Petrillo si laurea campione di una competizione internazionale e porta sempre più in alto il nome di Roccamonfina.