L’appello del capitano del Casal di Principe 81033 Cerullo: “Pronti a raccolta firme per chiedere ritorno in campo”



Francesco Cerullo

Sulla scia delle iniziative intraprese nelle categorie superiori, anche la Prima Categoria fa sentire la sua voce. A squarciare il silenzio e a lanciare una proposta analoga a quella fatta da altri calciatori di Eccellenza e Promozione è il capitano del Casal di Principe 81033 Francesco Cerullo: “La macchina del calcio ha bisogno di ripartire e deve farlo nella sicurezza più assoluta. Anche noi come fatto dai rappresentanti di altri campionati chiediamo l’attuazione nelle categorie minori di un protocollo simile a quello adottato in Serie D e di aiutare le società a far tamponare periodicamente i calciatori attraverso la stipula di accordi e convenzioni con laboratori di analisi. In questo periodo il governo sta elargendo fondi ai collaboratori sportivi, perché non destinarne una parte di queste risorse alle società per far ripartire lo sport mettendo in piedi una rete che garantisca la sicurezza di tutti? Mi sono interfacciato anche con Luca Borrelli, portavoce dell’Eccellenza e con lui abbiamo deciso di adottare una linea comune e agire insieme per far sentire la nostra voce. Per questo motivo vorremmo lanciare anche per la Prima Categoria una raccolta firme da sottoporre al Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora, al presidente della LND Cosimo Sibilia e al numero uno del C.R. Campania Zigarelli per far presente le nostre proposte sopracitate”. Sulla stessa linea di pensiero anche il vicecapitano Mario Fabozzi, il tecnico Giovanni Fabozzo e tutti i componenti della rosa. All’iniziativa hanno già aderito simbolicamente il capitano della Sanciprianese Agostino Cerullo, il vice Antonio Diana e il tecnico Antonio Lagravanese. “E’ il momento di tutelare le società – continua Cerullo – e gli sforzi che hanno compiuto per poter iscrivere le squadre ai campionati. Per questo motivo invitiamo i club e i calciatori di Prima Categoria che vogliono appoggiare questa iniziativa a contattarci mediante i mezzi social per far sentire insieme il nostro grido: VOGLIAMO TORNARE IN CAMPO”.