CALCIO DILETTANTISTICO. Aggiornato il protocollo della LND per gli allenamenti e le gare



ROMA – In vista dell’imminente ripresa delle attività sportive riguardanti le varie categorie sospese (dalla Serie D alla II Categoria), la LND nella persona del prof. Carlo Tranquilli, rappresentante della Commissione Medico Scientifica Federale, ha redatto una bozza che prevede le nuove misure precauzionali che dovranno essere attuate dalle società dilettantistiche onde evitare la diffusione del covid-19. Il documento è il seguente.

BOZZA DI DOCUMENTO. La Lega Nazionale Dilettanti, per tramite del suo Rappresentante in seno alla Commissione Medico Scientifica Federale (CMSF), Prof. Carlo Tranquilli, ha presentato nella riunione del 20 novembre u.s., una Bozza di Documento finalizzata a fornire chiarimenti e/o aggiornamenti del Protocollo attualmente in vigore, elaborata a seguito degli ultimi Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri, delle Ordinanze e delle Circolari del Ministero della Salute, nonché sulla base dei dati epidemiologici aggiornati e delle nuove acquisizioni scientifiche.
I contenuti dei suddetti chiarimenti/aggiornamenti sono specificamente rivolti all’attività dei Campionati Dilettantistici a carattere Nazionale (Interregionale Maschile, Calcio a 5 Maschile, Calcio Femminile), attualmente disciplinati dai seguenti documenti:
“Indicazioni generali per la ripresa delle attività del calcio dilettantistico e giovanile (ivi compresi il calcio
femminile, il futsal, il beach soccer e il calcio paralimpico e sperimentale) in previsione della ripartenza
delle competizioni sportive (Tornei e Campionati), finalizzate al contenimento dell’emergenza
epidemiologica da COVID-19 del 10.8.2020”;
“I CHIARIMENTI FIGC al suddetto Protocollo, a seguito di richieste pervenute dalle componenti” del
17.9.2020.
La Bozza pervenuta alla CMSF, e la formulazione successiva qui presentata, è redatta tenendo conto delle
osservazioni critiche formulate dai Membri della CMSF direttamente interessati o che hanno comunque ritenuto di
dare suggerimenti. L’indirizzo strategico, condiviso all’unanimità, nell’ottica della limitazione del contagio
nell’ambito del calcio dilettantistico e sulla base delle informazioni al momento disponibili, resta quello della
massima precauzione.
Vale a dire: l’osservanza da parte di tutti gli attori di rigide prescrizioni volte ad evitare, in modo assoluto, ogni
contatto stretto con persone potenzialmente infette, tramite il costante distanziamento interpersonale, l’uso
obbligatorio della mascherina in ogni occasione, sia al chiuso sia all’aperto (al di fuori dell’attività agonistica sul
campo), l’igiene accurata delle mani con il lavaggio frequente e l’uso alternativo di disinfettanti in soluzione
idroalcolica (gel).



Cardini della prevenzione del contagio nel gruppo squadra sono:
Il distanziamento obbligatorio di almeno due metri nel corso di riunioni all’aperto e la limitazione delle
riunioni al chiuso anche di tipo tecnico, evitando l’uso degli spogliatoi o favorendone, ove consentito, l’uso
in modo da evitare ogni assembramento o contatto stretto;
il divieto di abbracci, e altri comportamenti a rischio (quali cantare, gridare, e avvicinarsi faccia a faccia tra
calciatori/tecnici/dirigenti in occasione di gare e allenamenti);
il divieto di attività sociali che comportino la presenza contemporanea di più componenti il gruppo squadra;
l’utilizzo privilegiato dei mezzi di locomozione individuali;
interdizione di ogni attività sociale al di fuori del gruppo squadra effettuata senza rispetto delle suddette
precauzioni generali (lavoro, scuola, familiari non conviventi, conoscenti ecc.), che rappresenti un concreto
pericolo di contagio da parte dei singoli componenti il gruppo squadra (ad esempio, cene tra atleti o con
amici, feste, conferenze, riunioni di qualsiasi tipo, etc.).
In particolare, i temi più importanti, dal punto di vista applicativo, discussi dalla CMSF sono stati:
Utilizzo di screening/controllo tramite test per l’individuazione del virus SARS-CoV-2
Gestione dei casi di accertata positività
Isolamento e Quarantena

Test per l’individuazione del virus SARS-CoV-2

La tipologia del test al quale sottoporre il Gruppo Squadra, prima dell’inizio dell’attività agonistica, era contenuta
nelle indicazioni dei Protocolli richiamati in premessa (Campionati Dilettantistici).
In considerazione dell’evoluzione del quadro epidemiologico e a maggior tutela della salute dei singoli e delle
esigenze di sanità pubblica, per adeguare il Protocollo, relativamente alle modalità di svolgimento di gare e
allenamenti, la CMSF ha in primo luogo tenuto conto della Circolare 29/9/2020 del Ministero della Salute, in merito
all’”uso dei test antigenici rapidi per la diagnosi di infezione da SARS-CoV-2, con particolare riguardo al contesto
scolastico”, e del DPCM attualmente in vigore in materia di misure di contrasto e contenimento dell’emergenza
Covid-19. Quest’ultimo (DPCM), in tutti i passaggi in cui prevede l’effettuazione di test per l’ingresso in Italia da
paesi con obbligo di quarantena, consente i Test antigenici in alternativa a quelli molecolari.
Sulla base di tali considerazioni, la CMSF ha ritenuto ragionevole e affidabile, in analogia a quanto già previsto per
il Calcio Professionistico, utilizzare per la ricerca del virus SARS-COV-2 oltre ai Test molecolari PCR classici anche
i Test antigenici (quantitativi, validati da studi scientifici che ne abbiano dimostrato elevata accuratezza e
sensibilità), prevedendo l’inserimento obbligatorio di un test settimanale entro le 48/72 ore antecedenti la
disputa della gara per tutto il gruppo squadra individuato dalle Società. Per garantire uniformità su tutto il territorio
nazionale, la CMSF suggerisce di individuare, con criteri di scientificità, reale disponibilità sul mercato ed
economicità, un test unico o assimilabile per validità, per tutti i singoli campionati.
Per quanto riguarda la raccolta del campione biologico (tampone rino-faringeo), essa deve essere comunque
effettuata da personale medico o paramedico adeguatamente formato. L’analisi e la refertazione dei Test
(molecolare o antigenico) dovranno essere a carico di una Struttura Sanitaria (Laboratorio) accreditata.
La responsabilità della raccolta del campione e del controllo dei risultati dei Test dovrà essere del Medico Sociale
o di un Medico addetto al Protocollo (MAP), preferenzialmente Specialista in Medicina dello Sport e/o iscritto
alla Federazione Medico Sportiva Italiana, individuato dalla Società Sportiva come garante delle attività sanitarie a
tutela della salute dei calciatori e i componenti il gruppo squadra, un aspetto di cruciale importanza in questo
particolare periodo di pandemia.
Naturalmente, laddove il Test rilevi la presenza del virus SARS-CoV-2, l’atleta dovrà essere considerato un
“contagio”, andrà posto in isolamento/quarantena e non potrà essere schierato in campo. In caso la positività derivi
da un test antigenico rapido, sia il soggetto “positivo conclamato” che quello “debolmente positivo” dovrà essere
considerato a tutti gli effetti un “contagio” ed essere sottoposto ad un test molecolare PCR di conferma.
Ove la singola Società Sportiva ritenga di porre in essere ulteriori misure di controllo clinico/strumentale, atte a
limitare la diffusione del contagio e a garantire ancora maggior tutela nell’ambito del gruppo squadra, potrà attivare
in autonomia ogni iniziativa ritenuta utile. Particolarmente raccomandato è l’utilizzo almeno iniziale di test
sierologici per la ricerca di anticorpi anti SARS CoV- 2, a scopo di indagine sulla siero-prevalenza nel gruppo
squadra stesso.
Si ricorda, infine, che l’approvvigionamento dei test per le persone interessate “non deve minimamente impattare
sulla disponibilità del reagentario da dedicarsi in maniera assoluta ai bisogni sanitari del Paese”, e si intende
esclusivamente a carico delle singole Società.
Si ribadisce che tutti i componenti il gruppo squadra dovranno comunque compilare almeno settimanalmente, e
ogniqualvolta si verifichi un mutamento dello stato di salute individuale o se ne presenti la necessità,
l’autocertificazione sul loro stato di salute e su eventuali contatti con soggetti Covid-19 positivi intervenuti
nei giorni precedenti l’allenamento o la gara o comunque l’ingresso presso il campo di gioco o allenamento, da far
pervenire al Medico Sociale o al MAP.

Gestione dei casi di accertata positività

Con la modifica del protocollo, la gestione dei casi di accertata positività al virus SARS-CoV-2 consente il
proseguimento degli allenamenti per tutto il Gruppo Squadra ad esclusione di coloro identificati, in coordinamento
con il SISP della ASL di competenza, come “contatti stretti” con il positivo confermato dalle ordinarie attività di
“contact-tracing”. Il Gruppo Squadra (soggetti negativi ai Test) dovrà essere comunque sottoposto a Test
molecolari o antigenici rapidi sopra definiti ogni 2 giorni, fino al termine della quarantena (vedi avanti).
In ogni caso è Obbligo del Medico Sociale o del MAP, in caso di positività al test molecolare o antigenico rapido,
darne immediata comunicazione (con la collaborazione attiva dell’interessato e della Società) al SISP della ASL
competente per territorio e al Medico di medicina generale dell’interessato che rimangono “ope legis” i responsabili
dei procedimenti a tutela della salute individuale e collettiva e dell’attivazione delle procedure di sanità pubblica
necessarie.

Isolamento e Quarantena

La Circolare del Ministero della Salute del 12 ottobre 2020 aggiorna le indicazioni che riguardano la durata e il
termine dell’isolamento e della quarantena, in considerazione dell’evoluzione della situazione epidemiologica, delle
nuove evidenze scientifiche, delle indicazioni provenienti da alcuni organismi internazionali (OMS ed ECDC) e del
parere formulato dal Comitato Tecnico Scientifico l’11 ottobre 2020. La circolare chiarisce quanto segue:
L’isolamento dei casi di documentata infezione da SARS-CoV-2 si riferisce alla separazione delle persone infette
dal resto della comunità per la durata del periodo di contagiosità, in ambiente e condizioni tali da prevenire la
trasmissione dell’infezione.
La quarantena, invece, si riferisce alla restrizione dei movimenti di persone sane per la durata del periodo di
incubazione, ma che potrebbero essere state esposte ad un agente infettivo o ad una malattia contagiosa, con
l’obiettivo di monitorare l’eventuale comparsa di sintomi e identificare tempestivamente nuovi casi.

Casi positivi asintomatici

Le persone asintomatiche risultate positive alla ricerca di SARS-CoV-2 possono rientrare in comunità dopo un
periodo di isolamento di almeno 10 giorni, dalla comparsa della positività, al termine del quale risulti eseguito un
test molecolare con esito negativo (10 giorni + test).

Casi positivi sintomatici

Le persone sintomatiche risultate positive alla ricerca di SARS-CoV-2 possono rientrare in comunità dopo un
periodo di isolamento di almeno 10 giorni dalla comparsa dei sintomi (non considerando anosmia e
ageusia/disgeusia che possono avere prolungata persistenza nel tempo) accompagnato da un test molecolare con
riscontro negativo eseguito dopo almeno 3 giorni senza sintomi (10 giorni, di cui almeno 3 giorni senza sintomi +
test).

Casi positivi a lungo termine

Le persone che, pur non presentando più sintomi, continuano a risultare positive al test molecolare per SARSCoV2, in caso di assenza di sintomatologia (fatta eccezione per ageusia/disgeusia e anosmia che possono perdurare
per diverso tempo dopo la guarigione) da almeno una settimana, potranno interrompere l’isolamento dopo 21 giorni
dalla comparsa dei sintomi. Questo criterio potrà essere modulato dalle autorità sanitarie d’intesa con esperti clinici
e microbiologi/virologi, tenendo conto dello stato immunitario delle persone interessate (nei pazienti
immunodepressi il periodo di contagiosità può essere prolungato).

Contatti stretti asintomatici

I contatti stretti di casi con infezione da SARS-CoV-2, confermati e identificati dalle autorità sanitarie, devono
osservare: un periodo di quarantena di 14 giorni dall’ultima esposizione al caso; oppure, un periodo di quarantena
di 10 giorni dall’ultima esposizione con un test antigenico o molecolare negativo effettuato il decimo giorno.
Nella circolare si raccomanda, altresì, di:
eseguire il test molecolare a fine quarantena a tutte le persone che vivono o entrano in contatto
regolarmente con soggetti fragili e/o a rischio di complicanze;
prevedere accessi al test differenziati per i bambini;
non prevedere quarantena né l’esecuzione di test diagnostici nei contatti stretti di altrettanti contatti stretti
di caso (ovvero non vi sia stato nessun contatto diretto con il caso confermato), a meno che il contatto
stretto del caso non risulti successivamente positivo ad eventuali test diagnostici o nel caso in cui, in base
al giudizio delle autorità sanitarie, si renda opportuno uno screening di comunità;
promuovere l’uso della App “Immuni” per supportare le attività di contact tracing.
La circolare ridefinisce i criteri per porre fine all’isolamento/quarantena ed è applicabile dal momento in cui è stata
pubblicata.
Pertanto, tali criteri potranno essere applicati anche a chi era già in isolamento/quarantena al momento della loro
emanazione.

Ripresa degli allenamenti/gare per i soggetti Covid positivi

La gradualità di ritorno dell’atleta agli allenamenti/competizioni dovrà essere valutata dal Medico Sociale del club
e/o dal MAP, in relazione al quadro clinico di riferimento (decorso della malattia, test di laboratorio, risultati degli
accertamenti previsti per il rilascio della nuova certificazione di idoneità agonistica), al contesto e alla durata
dell’interruzione dell’attività dovuta alla malattia.