RICORDI. Il grande ex Puccinelli: “Un Gladiator imbattibile, sfiorammo la Serie C. Formia rosa giovane ma ambiziosa, peccato…



Puccinelli esulta con Del Sorbo

SANTA MARIA CAPUA VETERE – Due anni di grande intensità, dalla promozione sfiorata in Serie C alla retrocessione in Eccellenza. Francesco Puccinelli ha vissuto emozioni alterne con il Gladiator. Ed a distanza di anni le ricorda con piacere ed anche qualche rammarico per quello che poteva essere e non è stato. Domani è lui il grande ex nella sfida di recupero della quarta giornata, dalla scorsa stagione si è trasferito nel club del presidente Alessandro Anelli ed ha contribuito alla promozione in Serie D dell’Insieme Ausonia, ora Insieme Formia in seguito al trasferimento del titolo nella località costiera ed al cambio di denominazione.

Nel biennio 2012-2014 Francesco ha totalizzato 24 reti e 2 goal contro il Foggia ed il Trani ma rispetto a sei anni fa ha cambiato ruolo. Conosciuto a Santa Maria Capua Vetere come centrocampista, ora è arretrato come difensore centrale dopo aver accettato il consiglio del suo attuale allenatore Sasà Amato, che di esperienza ne ha da vendere. Ma domani l’ex San Giorgio e Stasia Soccer non ci sarà poiché è reduce da un infortunio che ne mina la disponibilità.



Ritornate in campo dopo un mese esatto dall’unico pari di un inizio quasi perfetto contro il Latte Dolce. Una sfida molto prestigiosa domani.

“Il Gladiator ha qualcosa in più perché milita in questa categoria già da due anni. Ha una storia importante come il Formia che ha una rosa molto più giovane. Gli stimoli sono tanti, siamo partiti alla grande, come nemmeno noi ce l’aspettavamo. Ma non ci esaltiamo in questo momento, l’euforia può tirare brutti scherzi”.

Quanto influirà lo stop mentre i sammaritani hanno giocato due match negli ultimi dieci giorni dopo un mese di astinenza?

“Eravamo sulle ali dell’entusiasmo, quindi adesso desideriamo continuare il filotto di risultati utili consecutivi. Credo che il Gladiator sia la squadra ad aver accusato di più l’emergenza Covid-10 perché ha avuto dieci casi ed è stata a lungo ferma, quindi può recriminare. Ha avuto un leggero svantaggio, perché è partita con il ritiro nello stesso periodo di tutti, ma dopo due gare si è dovuta fermare. Non giocare è una cosa determinante in negativo. Noi volevamo dare seguito al grande approccio nel nuovo campionato ma, anche se è passato un po’ di tempo, vogliamo riprendere quel cammino, conseguendo un risultato favorevole in casa”.

Quante emozioni ti vengono alla mente per la gara col Gladiator, quali sono i ricordi più belli?

“La prima sensazione è il rimpianto, perché sono reduce da un infortunio e quindi potrò assistere alla gara solo dalla tribuna. I due anni sono molto diversi. La stagione 2012-2013 fu indimenticabile, sfiorammo la Serie C e ci rendemmo protagonisti del record di imbattibilità per 27 gare. Vincemmo molto e perdemmo pochissimo mentre l’anno dopo, con l’avvento del nuovo presidente, fu un’annata da dimenticare. Ma preferisco ricordare la prima stagione con Lazzaro Luce. Quell’anno non sono stato utilizzato tantissimo perché ero in costante ballottaggio con Nicola Leone e ci alternavamo ogni domenica. Fu il suo anno, perché ci contendevamo la maglia e lui ha giocato più partite. A distanza di anni è bello sapere che la mia panchina era motivata dal fatto che Nicola è un predestinato, tanto da aver debuttato in Serie A maltese e fatto i preliminari di Champions League”.

Puccinelli in azione (foto Andrea Salzillo)

Nel Gladiator attuale incontri due amici come Andrea Di Pietro ed Antonio Del Sorbo, con cui hai condiviso l’esperienza sammaritana.

“Andrea ed Antonio sono due ragazzi eccezionali. E’ un rapporto che va al di là del calcio, infatti ci sentiamo spesso. Stimo tantissimo entrambi, sono grandi calciatori. Anche se non sono più giovanissimi, sono da esempio e danno ampia dimostrazione che meritano questa categoria, facendo la differenza. Il mio rammarico è quello di non poter marcare uno degli attaccanti più forti della categoria come Antonio Del Sorbo e di salutare i tanti tifosi che ci seguivano dappertutto all’epoca, anche nelle trasferte più lontane”.

Come ti stai trovando a Formia?

“Da un anno e mezzo gioco nel Lazio e ci tengo a smontare le false opinioni di chi pensa che sia un campionato meno competitivo rispetto alla Campania. Posso dire che è meno agonistico ma più tecnico. A Formia abbiamo percepito da subito il blasone della società. Sin dalla presentazione in una piazza storica, ci siamo sentiti giocatori di una categoria molto più importante rispetto a quella che stiamo disputando, con la presenza di una folla di persone nonostante il covid-19. Il presidente è un imprenditore siciliano che vive a Formia da tanti anni, ha voluto fortemente il trasferimento del titolo e vorrebbe portare il Formia tra i professionisti nel giro di pochi anni. Noi siamo una squadra giovane ma con tanta ambizione. Le squadre che devono giocarsi il campionato sono altre; l’Insieme Formia disputerà il suo bel campionato, con l’obiettivo di conquistare quanto prima l’iniziale obiettivo prefissato”.