Stop alla pallanuoto: campionati congelati. L’opinione del Volturno

Stop ai campionati, si ripartirà la prossima stagione

Si ferma anche la pallanuoto. Quello che era nell’aria da un po’ di settimane, anche con idee affascinanti come quella del beach water polo arenatasi sulla battigia del coronavirus e dell’incertezza, si è materializzato. Si fermano i campionati di A1, A2 e B sia maschile che femminile. Più che fermarsi si annullano e si ripartirà con le stesse squadre ai nastri di partenza, senza l’assegnazione degli scudetti, con le stagioni sportive prossime che probabilmente avranno inizio ad ottobre (e con il solo punto interrogativo per i campionati giovanili che potrebbero concludersi trovando strade alternative e mettendo in sicurezza gli impianti. Anche se le raccomandazioni redatte dagli esperti porteranno comunque dei costi aggiuntivi che non tutte le società potranno permettersi, anzi, saranno ben poche. Ma la sicurezza resta il dato principale a cui attenersi. Anche se secondo gli esperti in acqua clorata c’è meno rischio di propagazione del virus, ma il problema si presenterebbe in panchina, negli spogliatoi e negli spazi comuni delle strutture, per non dire nei condotti di areazione (che dovrebbero essere manutenuti costantemente e quasi sempre accesi per evitare problemi di poca circolazione dell’area).

Se questo poi sarà il colpo definitivo ad un movimento in lento declino ed in crisi profonda per quanto riguarda certe zone d’Italia, ma anche per il comparto femminile ad esempio è troppo presto per dirlo. Il campionissimo Manuel Estiarte, tra l’altro ex Volturno, ha scongiurato questa ipotesi, affermando che la pallanuoto si riprenderà. D’altronde finché c’è chi ci gioca…
Altre realtà come la San Donato Metanopoli, in lotta per l’A1 maschile si dice, attraverso le parole del dirigente Celia addirittura arriva ad ipotizzare un’uscita dalla federnuoto per il blocco delle promozioni dalla A2 maschile o chi come la presidentessa del Pescara Cristiana Marinelli accetta positivamente la decisione e comincia già a programmare la prossima stagione agonistica o come il d.s. del Bogliasco Gianni Fossati accetta l’inevitabile decisione, ma con l’amarezza di chi vede bloccarsi un percorso di crescita.
Guardando realtà più vicine a casa nostra, il Volturno, partito anche quest’anno con alti e bassi, avrà l’opportunità di riprendere e di mettere in sicurezza la Piscina Comunale di Santa Maria Capua Vetere, con Salvatore Napolitano si esprime così sullo stop forzato delle competizioni seniores: “Purtroppo era inevitabile questo stop. Al di là dei protocolli a cui bisogna uniformarsi, cosa comunque non facile dal punto di vista dei costi, chi si sarebbe preso la responsabilità degli spostamenti degli atleti per giocare le partite? Le squadre? La Federazione? E’ giusto così”. Il coach e reggente della società sammaritana continua affermando: “Ora si deve capire cosa fare e chi sopravviverà, poi penseremo alla prossima stagione, come squadre, dato che siamo quasi tutte società che gestiscono impianti non di proprietà e alle spese vive ci sono zero introiti. Noi, ad esempio, come Volturno abbiamo costi di gestione in questi mesi di ‘chiusura’ al pubblico che variano tra i 10 e i 12 mila euro. Anche perché stiamo facendo tutto il possibile per sanificare di continuo ed attenerci alle norme di igiene per rendere il più sicuro possibile l’impianto, ma io il 18 non apro la piscina solo per 30 atleti”.
Salvatore Napolitano (Foto Carozza)

Se ci sarà – continua Napolitano – la possibilità di nuotare per tutti, senza pensare che il nuoto o la pallanuoto siano sport statici e dunque con lo spazio di 7 metri quadrati per atleti assolutamente da rivedere poiché impossibile da mantenere, allora se ne può parlare della gestione degli atleti al di fuori della vasca. Tra l’altro le vasche sono trattate con cloro, e c’è riciclo continuo dell’acqua alla temperatura di 28° e per quanto ne sappiamo adesso, almeno in acqua si starebbe sicuri. Ma non sono uno scienziato ed in più solo tra un paio di anni avremo delle risposte su questo virus SarsCov2 ancora di fatto sconosciuto”. Il coach del Volturno, poi, chiosa con un occhio anche a ciò che si muove al di fuori del mero ambito tecnico. “Barelli come è giusto che sia, da buon conoscitore di piscine, sta cercando di muoversi, anche in ottica di far ricevere qualche agevolazione nel settore, so che ci sono stati passaggi anche parlamentari. Ad oggi, però, quando siamo entrati oramai nel terzo mese di stop, non vedo una seria volontà politica di affrontare l’argomento sport dal punto di vista economico, se non per il calcio, che per gli interessi in ballo è un mondo a parte. Mentre uno sport come la pallanuoto, con pochi introiti, vivrà davvero un momento di difficoltà. Il punto potrebbe essere convivere il più possibile col virus, rispettando le norme di sicurezza, ma siccome non mettono del tutto al sicuro chi pratica sport, avere anche una sanità pronta nella prevenzione e nella cura dei pazienti, in modo da non rendere il distanziamento sociale uno stila di vita, che per le relazioni umane e soprattutto sportive è davvero insostenibile”.

Di seguito il comunicato della FIN:
Paolo Barelli, presidente della Federnuoto

La Federazione Italiana Nuoto comunica che, non essendo possibile garantire la ripresa in tempi brevi dello svolgimento regolare delle attività a causa dell’emergenza Covid-19, ha disposto la conclusione di tutti i campionati nazionali di pallanuoto 2019/2020 di serie A1, A2 e B, sia maschili sia femminili.
A tal proposito sono stati stabiliti la non assegnazione del titolo di Campione d’Italia ed il blocco delle retrocessioni alle serie inferiori.
Inoltre vengono bloccate le promozioni alle serie superiori prevedendo la ripartenza della prossima stagione secondo le formule dei campionati appena dichiarati conclusi: alle serie A1 edizione 2020/2021 parteciperanno 14 e 10 squadre rispettivamente per il settore maschile e femminile.
La FIN inoltre annuncia che la decisione riguardo la continuazione dei campionati giovanili verrà presa prossimamente. L’ipotesi è di attendere, per valutare un possibile slittamento delle fasi finali da svolgere anche con modalità alternative nel periodo estivo, così come per le attività giovanili degli altri settori.
“Nelle condizioni attuali non è possibile avere certezza dei tempi di pieno utilizzo degli impianti natatori – sottolinea il presidente Paolo Barelli, che così commenta la decisione adottata dal consiglio federale -. Sono molto dispiaciuto per questo stop inevitabile; mi auguro e spero che il prossimo campionato possa rappresentare il ritorno alla normalità e così onorare l’impegno degli atleti, dei tecnici e dei dirigenti di società che hanno dovuto vivere, insieme con tutto il Paese, questo momento tragico della nostra storia, non solo sportiva”.