Mister Mancini è categorico: “Impossibile parlare di sorteggio per andare in B. La Casertana ha rispettato le attese e il Bisceglie…”

Mister Mancini (Foto Giuseppe Scialla)

Gianfranco Mancini, allenatore del Bisceglie, è intervenuto oggi a Sportcasertano Live per commentare il momento del calcio italiano dalla A ai settori giovanili. Il tecnico ha prima di tutto commentato l’ipotesi di promuovere in B la quarta squadra attraverso un sorteggio. “Impensabile parlare di cose del genere nel calcio. Qualcuno ha avanzato l’ipotesi di organizzare un mini playoff per tutte le seconde, ma ci sarebbe sempre lo stesso rischio. Ipotesi che francamente scarterei dal momento che il rischio di eventuali contagi sarebbe alto e a quel punto se si optasse per una soluzione del genere si continuerebbe regolarmente la stagione. Si è vociferata anche la possibilità di decidere in base a determinati criteri come chi ha totalizzato più punti o storia e blasone calcistico. La verità è che in qualsiasi modo si farà la stagione è falsata. O si torna o non si torna in campo i campionati non sono regolari”. E sul Bisceglie dice: “Sono subentrato il 1° dicembre e quando una società subentra a due colleghi significa che qualcosa non è andato secondo le previsioni. Stavamo provando a recuperare terreno e agguantare almeno i playout. Avevo esordito in trasferta contro la Cavese e stavamo raccogliendo discreti risultati, ma eravamo davvero molto giovani, una delle prime due rose più giovani del girone C. Nel calcio come nella vita si può sempre migliorare, si può sempre fare di più e ci stavamo provando”. L’allenatore pugliese commenta poi anche la stagione della Casertana: “L’ho incontrata a Caserta pareggiando 0-0 al termine di una partita non facile. Trovai una squadra non certo costruita per entrare tra i primi sette-otto posti e neppure tanti giovani come ho sentito o letto. A Bisceglie abbiamo giocato con i ’98, ’99 e 2000 ma perché avevamo un progetto. Non ho nulla contro nessuno però una rosa come quella della Casertana, con una piazza esigente, è chiaro che devi avere in squadra anche calciatori di un certo livello. In realtà in Italia è difficile far giocare i giovani perché in qualsiasi categoria devi avere la mentalità. Occorrerebbe riformare i campionati a partire dalla serie A in cui giocano troppi stranieri. Meglio tornare come negli anni ottanta quando c’erano solo due o tre extracomunitari e c’era più spazio per i nostri talenti”.