SERIE C VERSO LA CHIUSURA – Di Battista: “La Reggina ha meritato il primato. Giusta strategia della Casertana e che sfide con la Salernitana…”

Franco Di Battista

Ieri nel corso di Sportcasertano Live è intervenuto Franco Di Battista, scounting della Ternana con cui abbiamo parlato del futuro del calcio professionistico. “Ho seguito molto il girone C e devo dire che finchè si è giocato è emersa la grande forza della Reggina. E’ sembrata una squadra con una identità precisa e mi ha impressionato molto. Hanno avuto una marcia trionfale sbagliando pochissimo in sede di mercato e sono meritatamente in vetta. Stesso discorso per il Bari che ha fatto una grande stagione essendo un grande club e un avversario ben organizzato. Forse sono venuti meno squadre come Catania e Catanzaro i cui posti ai vertici sono stati presi da Monopoli e Potenza. Per quanto riguarda noi della Ternana abbiamo raccolto vittorie importanti fuori casa e con un po’ più di continuità casalinga avremmo potuto dire la nostra e avere così una classifica migliore”.

Di Battista ha anche avuto modo di vedere all’opera la Casertana: “Ho visto una squadra organizzata grazie a Ginestra che gli ha dato una buona identità. Una rosa molto giovane con tantissimi ’98, ’99 e anche 2001 e 2002 e perciò con calciatori di prospettiva interessanti. La politica per i rossoblù è giusta, quella di puntare sui giovani e dargli fiducia. D’altra parte se le compagini di C non mettono in vetrina un paio di giovani all’anno in grado di fare il salto di qualità poi è complicato andare avanti e programmare il futuro. Io investirei sui settori giovanili e la Casertana ha imboccato la strada giusta”.

Lo scouting della Ternana è stato anche più volte avversario della Casertana ai tempi della Salernitana e Casarano: “A ripensarci mi vengono i brividi. Ai falchetti ho segnato due gol entrambi a Salerno in derby incandescenti. E sono stato l’ultimo giocatore a segnare al Vestuti che poi chiusero. Ricordo che quella Casertana ’89-’90 era fortissima con una coppia d’attacco formata dal mio amico Sasà Campilongo e Fabrizio Ravanelli. Erano partite molto calde, il simbolo del calcio del sud. Poi li affrontai anche l’anno successivo quando loro andarono in B e anche in quella occasione ricordo un pubblico eccezionale che trascinava la squadra”.

Infine un pensiero sulla ripresa del campionato: “Non sarà facile e non mi esprimo in tal senso. Dico solo che da settembre si dovrà seguire un protocollo adeguato e almeno fino a gennaio si assisterà solo a partite senza pubblico. E’ la sconfitta del calcio poiché i tifosi sono l’essenza, però è l’unico modo per andare avanti”.