IN PRIMA LINEA. Gelotto guerriero non solo in campo: “Presto servizio all’ospedale di Aversa. C’è tanta paura ma dobbiamo battere il nemico invisibile”

Giuseppe Gelotto

AVERSA – C’è chi si mette in gioco in prima linea contro il Covid-19 esattamente come lo fa nel rettangolo verde. E’ la storia di Giuseppe Gelotto: il centrocampista classe 80′ da due anni fa parte della Vigilanza Antincendio ed attualmente è in servizio all’ospedale “Moscati” di Aversa. Il napoletano ha militato tra Serie D, Eccellenza e Promozione vantando un palmares calcistico di tutto rispetto: Ebolitana, Pomigliano, Arzanese, Casertana, Gladiator e Marcianise sono alcune delle piazze in cui il giocatore ha vissuto un ruolo da protagonista. Gelotto espone il suo pensiero sull’emergenza Covid-19, parla del suo passato e dei suoi ricordi più belli e spiega il suo punto di vista sull’ipotetica ripresa del campionato.

IN PRIMA LINEA CONTRO IL COVID-19. Gelotto combatte insieme a medici, protezione civile ed addetti ai lavori contro il Coronavirus e spiega come sta vivendo la situazione dell’emergenza sanitaria: “Da due anni faccio l’operatore antincendio presso l’ospedale “Moscati” di Aversa. Siamo in prima fila insieme alla Protezione Civile ed agli operatori sanitari dell’ASL di Caserta per sconfiggere il Covid-19. La sto vivendo come tutti i cittadini, con apprensione ed ansia. Fortunatamente ho un carattere forte, riesco a mettere un po’ da parte le paure anche se ovviamente la consapevolezza della gravità della situazione la conosco. Cerco però, come tutti, di seguire le regole basi per evitare il contagio. Lavorando in ospedale ho avuto modo di parlare con vari dottori e la situazione non è delle migliori. Gli scienziati purtroppo non hanno ancora avuto modo di creare un vaccino definitivo (il professor Ascierto ci sta provando ma è in itinere ndr), stiamo combattendo contro un nemico invisibile. Possiamo solo sperare di ritornare alla normalità, insomma sperare che finisca tutto questo il prima possibile”. 

SOSPENSIONE O ANNULLAMENTO DEL CAMPIONATO. E’ ancora incerto il futuro dei campionati italiani professionistici e dilettantistici, il centrocampista ha un’idea ben precisa: “In questo momento bisogna pensare prima alla salute delle persone e dei calciatori. Le precauzioni sanitarie per i dilettanti rispetto a quelle prese per i professionisti sono molto basse, mancano inoltre le strutture sanitarie adatte. Quando la situazione sarà migliorata ed arriverà il momento opportuno saranno prese sicuramente le decisioni più giuste in vista di un futuro roseo. Se si dovesse prolungare ancor di più l’emergenza sanitaria credo prendano la decisione di annullare il campionato in corso. Ovviamente spero di no, sarebbe una decisione non facile da accettare per calciatori, allenatori, presidenti ed addetti ai lavori ma se la situazione non migliora quella sarebbe l’unica strada. Si parlava di continuare a giocare in estate, ma sarebbero pochi quelli realmente disposti a farlo per varie dinamiche. Bisognerà aspettare le decisioni prese dai professionisti, secondo me la Lega Nazionale Dilettanti prenderà scelte analoghe a quelle dei professionisti”. 

LO STOP FORZATO PER I  CALCIATORI. Per lui una vita passata sul rettangolo verde combattendo in ogni gara: Gelotto parla di quanto pesa la mancanza del calcio nella vita di chi l’ha sempre vissuto appieno: “Credo che l’unica parola che possa spiegare in maniera completa la mancanza attuale che proviamo sia tristezza. Manca lo spogliatoio che ti da anima, gioia, amicizia, fratellanza, adrenalina e conforto. Manca allenarsi, andare al campo. Insomma, manca tutto”. 

IL GLADIATOR NELLA VITA DI GELOTTO. Gelotto ha lottato in due campionati, in annate diverse, con il club sammaritano. La prima esperienza in neroazzurro risale all’anno calcistico 2008/2009 dove il Gladiator arrivò a disputare anche la finale di Coppa Italia Dilettanti successivamente persa con un risultato di 2-1 contro la Forza e Coraggio. Come cantava Venditti però “Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano”. Il Gladiator ritorna nella vita del centrocampista napoletano esattamente 9 anni dopo: Gelotto torna ad indossare la maglia neroazzurra nell’anno calcistico 2017/2018. “Ho tanti bei ricordi del Gladiator, sono stato bene in questa piazza, ho conosciuto persone stupende. Io sono il tipo di giocatore che si lega molto alla maglia ed il club sammaritano lo porto sempre nel cuore. Colgo l’occasione per salutare tutti i tifosi e gli amici del Gladiator, sono onorato di aver indossato questa maglia”. 

IL CAMPIONATO DI SERIE D VINTO CON L’ARZANESE. Tra le squadre in cui ha militato Gelotto ricorda con piacere l’annata positiva con l’Arzanese che permise alla compagine napoletana, nell’annata calcistica 2010/2011, di vincere il campionato di Serie D di salire in Serie C: “Quello io lo definisco il punto massimo della mia carriera anche se successivamente alla vittoria di quel campionato decisi di non prolungare il mio contratto, preferii andar via per una mia scelta personale. Fu un’emozione immensa, vincemmo il campionato di Serie D pur non essendo favoriti, portavo la fascia di capitano ed inoltre occupammo la prima posizione della classifica dalla prima all’ultima giornata. E’ una soddisfazione immensa. Il ricordo più bello è il lunghissimo abbraccio con tutti i compagni di squadra al triplice fischio a Casarano, nella gara dove ci laureammo campioni”.

I RICORDI PIU’ BELLI LEGATI AL CALCIO. Il calcio regala emozioni e bei ricordi a chi lo vive, Gelotto parla dei suoi più bei ricordi calcistici: “Sono tantissimi i bei ricordi che mi ha dato il calcio: ricordo per esempio il mio goal dell’1-0 nella gara Arzanese – Pisticci, terminata successivamente con un risulto di 2-1. La mia rete fu trasmessa da Rai Sat Sport e quindi vista da tutt’Italia, fu una bella soddisfazione. Ricordo la vittoria del campionato con la Casertana, oppure l’entrata in campo con mio figlio in braccio nella partita Arzanese-Battipagliese, fu la partita in cui vincemmo il campionato di Serie D, sono emozioni indescrivibili.  Il calcio insomma non si è limitato a darmi solo bei ricordi, il calcio mi ha dato la vita”. 

Giuseppe Gelotto con suo figlio

IL PRESENTE. Chi ama il calcio non può fare a meno di averlo nella sua vita, Gelotto lo sa bene difatti continua tutt’ora a scendere in campo. Il centrocampista quest’anno stava disputando il campionato di Prima Categoria con il San Pietro, Gelotto esprime parole al miele per il calcio e per il suo gruppo: “Attualmente mi limito a divertirmi, è un dopo lavoro. In questo momento la mia vita è più proiettata verso il lavoro, come è giusto che sia. Ad Agosto compirò 40 anni, avevo programmato di smettere una volta compiuti, purtroppo il Covid-19 ha bloccato questo mio programma. Se si riprende il campionato lo porto a termine e poi credo di smettere. Il motivo principale è che ho dei turni particolari che non mi permettono un allenamento adeguato e si sa che senza allenamento non puoi fare sport. Smettere di giocare non significa abbandonare totalmente il calcio, troverò un modo per restare in questo fantastico mondo. Quest’anno faccio parte di un gruppo bellissimo, stiamo lottando per la salvezza. E’ un gruppo di ragazzi per bene, lavoratori, ci divertiamo insomma. I ragazzi mi vogliono presente al campo, mi vedono come un punto di riferimento e questo non può che farmi un immenso piacere. Si mettono tutti a disposizione, si impegnano, sono davvero straordinari”.

IL MESSAGGIO DI GELOTTO. Considerando i giorni non semplici che tutti stiamo attraversando a causa del Coronavirus Gelotto conclude con un messaggio: “Possiamo vincere questa partita contro il Covid-19 solo restando a casa, dobbiamo essere persone intelligenti. Restiamo distanti ora e speriamo di ricevere notizie positive al più presto per tornare ad abbracciarci tutti, di nuovo”.