L’ADDIO DI FLORO FLORES – “Il calcio è stato tutto per me, ora però mi devo fermare. Casertana il mio rimpianto e mi piacerebbe restare”

La conferenza di Floro Flores

Nella sala stampa del Pinto Antonio Floro Flores ha detto addio al calcio. Con la Casertana ha disputato 31 gare realizzando 5 gol in un anno e mezzo. Troppo difficile fisicamente andare avanti e allora l’attaccante napoletano ha detto basta. Momenti molto toccanti con la moglie arrivata a sorpresa direttamente da Udine, un video che ripercorre i momenti salienti della sua carriera e le lacrime che tagliano il volto del bomber. Il primo a prendere la parola è stato il presidente rossoblù.

D’AGOSTINO – “E’ arrivato il giorno che nessuno di noi avrebbe voluto arrivasse mai. Non sarà l’ultima volta che vedremo Antonio qui con noi perché se vorrà questa è casa sua e ci farà piacere se resterà con noi sotto un’altra veste. Ha avuto una grande carriera e probabilmente tutti ci aspettavamo qualcosa in più da lui. Resta un grande calciatore e un grande uomo che merita tutto il bene del mondo. Aveva altri due anni di contratto e ci ha rinunciato. Non tutti lo avrebbero fatto”.

VIOLANTE – “In questi sei mesi in cui ci siamo conosciuti mi ha colpito la persona, l’uomo e con fermezza posso dirvi che Antonio è un grande uomo. Spero che il futuro sia ancora con noi ma avrà tempo per decidere. Dire basta non è mai facile ma ha dimostrato ancora una volta la sua grande facendo un gesto enorme nei confronti della società, se stesso e famiglia”.

FLORO FLORES – “Ho deciso di smettere perché ho ancora voglia ma il mio corpo non ce la faceva più. Svegliarsi la mattina e cercare di fare stretching, mettersi in moto e camminare era davvero diventato brutto. Mi sentivo un pensionato e ho deciso di dire basta. Nonostante le problematiche qui a Caserta in questi 18 mesi ho sempre fatto il massimo. Oggi mi interessa lasciare qualcosa come uomo e ho ricevuto molti messaggi di affetto e stima. Quando ti ringraziano per l’uomo che sono significa che qualcosa di buono ho fatto. Dico grazie ai miei allenatori, ai compagni di squadra e ho sempre cercato di farmi amare. In queste stagioni mi ha sopportato e supportato mia moglie perché solo lei capiva le mie sofferenze e problemi. L’anno scorso ho visto 4000 persone allo stadio ed è questo il mio rammarico. Le avrei volute riportare ma non ci sono riuscito. Grazie ai miei compagni, al mister che mi ha sempre incitato e spero che ai giovani abbia dato qualche consiglio giusto. Martedì non avrei immaginato di arrivare a questo punto. Ero in viaggio verso Caserta e ho capito che era il momento di dire basta. Continuare a Caserta? Sarei felicissimo perché è un club ambizioso, ha voglia di crescere e c’è tanta voglia di vincere con un progetto importante. In città mi trovo bene e vorrei continuare ad abitarci. Questo sport per me è stato tutto, l’ho sempre amato e inseguito i miei sogni. L’esordio in serie A con la maglia della mia città è stato qualcosa di fantastico. Me ne sono capitate tante in carriera ma indossare quei colori è stata la realizzazione di un sogno. Per inseguire i miei sogni ho rifiutato la Juventus, la scelta più difficile della mia vita, ma volevo giocare e sono contento di aver preso quella decisione”.