Il Razzismo, la banalità del Male ed un’Italia che stenta a crescere. Sirine siamo con te!

Sirine Charaabi della Tifata Boxe

EDITORIALE – (San Prisco)  Quello che è accaduto ieri a Sirine Charaabi in quel di San Prisco in un negozio di elettronica è stato davvero SCHIFOSO. Chi ci segue sa che Sportcasertano non solo ha una vocazione di integrazione ed antirazzista, ma è stato anche il primo organo di stampa a parlare della vicenda della pugile samprischese-tunisina che, dopo due guanti d’oro e due titoli italiani, avrebbe voluto gareggiare con la nazionale azzurra in competizioni internazionali ed ha richiesto la cittadinanza al compimento dei 18 anni suoi e della gemella Sarra. Pregando di accorciare l’iter, complicatissimo e lunghissimo, con addirittura una raccolta firme on line su Change.org. Personalmente, poi, mi sono speso in tutti i modi possibili per far sì che la situazione si sbloccasse in tempi brevi, facendo conoscere il caso a parlamentari dell’epoca, media a carattere nazionale e dalle stesse colonne del nostro portale. Addirittura presentandola a chi gestisce una nota casa editrice della zona. Il mio destino giornalistico si è incrociato centinaia di volte con quello della Tifata Boxe, essendo stato un samprischese per oltre 10 anni, ho conosciuto Sirine nella categoria Junior, l’ho vista combattere tante volte, ho conosciuto meglio lei e la sua famiglia. Di Sirine si è occupato anche il CONI, forse non abbastanza, si sono occupate associazioni di ‘nuovi italiani’, di figli di immigrati. Sirine NON DEVE TORNARE IN AFRICA, perché ce la mandi tu caro commerciante. Sirine ci torna a trovare la sua amata famiglia e i cugini e ci torna quando vuole. Sull’epiteto di ‘scignetella’ gradirei sorvolare, ma vorrei ricordarti che gli esseri umani, tutti, (forse non lo sai e se non lo sai documentati) siamo GRANDI SCIMMIE, come scimpanzè, gorilla. Dire certe cose, al netto dei salvinismi e dei prima gli itaGliani, una ragazza di 20 anni, della tua stessa città (18 su 20 anni li ha vissuti a San Prisco), è quantomeno inopportuno (per non dire altro), anche vista la causa scaturente, almeno per come me l’ha raccontata con la sua voce Sirine, ieri pomeriggio. Non lo dico soltanto perché mi reputo (e spero valga anche per lei ciò che dico) un AMICO della campionessa SAMPRISCHESE, ma lo direi se fosse stato pronunciata la stessa cosa nei confronti di chiunque. Non volevo nemmeno parlare di questa vicenda che da ieri mi ha lasciato non solo basito, ma anche incavolato e parecchio, ma poi ho letto su gruppi facebook, su altri siti di informazione la notizia e mi sono deciso a scrivere qualcosa sotto forma di editoriale. Non voglio speculare sull’incidente occorso alla Charaabi e non voglio fare pubblicità alcuna al tizio che si è macchiato di RAZZISMO (eh sì, cari -alcuni – colleghi, di questo si è trattato sic et simpliciter), ma dico solamente che se ognuno di quelli che VOI ALTRI  reputate ‘italiano’ amasse questo Paese, tanto da lottare con tutto se stesso per cercare di rappresentare in un’Olimpiade la nazione dove si è cresciuti, come fa SIRINE allora questa nostra ITALIA sarebbe un posto di gran lunga migliore di quello che è oggi come empatia, come sentimenti nobili etc etc. Senza buttarla sulla politica, ovviamente, ma proprio dal punto di vista della civiltà. Che poi sentire parlare di razza, purezza italica in un posto che si trova al centro di un mare e che è stato per millenni teatro di migrazioni, colonizzazioni e quant’altro è davvero ridicolo. Il nostro caloroso ABBRACCIO va a Sirine che difenderemo sempre senza se e senza ma. All’esercente, invece, auguriamo di rinsavire e che magari chieda pubblicamente scusa alla Charaabi, campionessa sul ring come nella vita!