Il ‘Club’ chiama, in pochi rispondono… presente!

Un momento della conferenza

In effetti, a parte l’assessore Pontillo -per conto del Sindaco e del Comune di Caserta- NESSUN altro si è presentato.
C’erano tanti soci dell’associazione, tra cui Antonio Di Lella.
Tutti perfettamente in regola col bonifico per l’appartenenza.
C’erano Rosario Pascarella ed Eugenio Simioli, per conto di “Cestisticamente Parlando” (Radio Prima Rete).
C’erano Carlo Giannoni ‘Giannothenakis IV°’ con la moglie: la signora Berni Canani, per conto de “Il Mattino di Caserta”.
E c’eravamo io (Carmine Covino) e Landolfo, rispettivamente per: “Ultimo Quarto…” (la voce fuori il Palazzo) e Sportcasertano.it .

Qualche imprenditore, sollecitato ad esserci, la Provincia, Camera di Commercio e Confindustria hanno invece ‘nicchiato’, come si dice.
Il “Club”, dal canto suo, resta ‘ragionevolmente’ ottimista sulla possibilità di incontrare -nel breve- queste istituzioni, ed ottenere una qualche forma di partecipazione al prosieguo del progetto.
Mancava anche qualche giornalista che, invece, avrebbe dovuto esserci. Proprio per fugare (o sollevare) obiezioni sulle reali intenzioni della “Proprietà”. Ad oggi, però, definitivamente superate. Forse.

Detto ciò, ci sono alcuni punti da stigmatizzare:
– Dalla conferenza, NON sembra essere emerso NESSUN (NUOVO) nome interessato, o accostabile, alla Società;

– La dichiarazione (scritta) di disponibilità a cedere -in tutto o in parte- le quote (ed il Titolo) del sodalizio Juvecaserta, resta un’opzione APERTISSIMA. Ossia, senza alcuna dead line. Ivi incluso il ‘Brand’ ed il ‘pacchetto Academy’, attualmente del sig. Iavazzi.

Sul tema nuovi soci, io e Landolfo, abbiamo lanciato una provocazione: «Chi entra oggi nel capitale Juvecaserta, pagherà solo la quota di cessione (ipoteticamente valutata -largo circa- intorno al 100.000€)?
Chi dovesse entrare ‘dopo’, si accollerà anche la quota parte di contratti ed ingaggio?» La risposta, ovviamente, è stata SI’ ad entrambe le domande. Con tutta la ‘dietrologia’ che ne può scaturire;

– Il “Club Ornella Maggiò” ha espresso la più totale disponibilità a farsi da parte, dando massimo spazio a qualunque ‘Soggetto’ -giuridico, economico o fisico- capace di fornire un’idea alternativa alla loro proposta. Senza alcuna velleità di dover per forza apparire.
Lo stesso “Club”, inoltre, ha dichiarato che NON avrà alcuna ingerenza sulla gestione del nuovo sodalizio sportivo Juvecaserta. Restando concentrata sul presidio dei propri conti (dell’Associazione), salvo, poi, procedere all’acquisizione di (nuove) quote Juvecaserta -perché, a quel punto, è ragionevole supporre che ci sarà un aumento di capitale- (riflessione mia, personale) come da mission naturale dell’Associazione, sancita dallo statuto. Ma attenzione: nella misura di NON OLTRE UN TERZO delle disponibilità in cassa.

– Nel dibattito, ho sollevato anche un’altra provocazione: ho parlato di‘ETICA DELLA SPESA’ -su costi e ricavi- Mi spiego meglio:
dal momento che verrà chiesto al tifoso (che in questo caso diventerà un supporter economico) di contribuire all’acquisto di una porzione di proprietà -al di là del costo per l’abbonamento, che DEVE essere pagato- diventa anche legittimo porsi il problema per certi costi di esercizio.
Nella fattispecie: il Palamaggiò. Poichè l’incidenza della spesa -indipendentemente dalla ‘categoria’- va ben oltre i 10.000€ mensili, mi è parso corretto invitare i relatori a farsi portavoce per trovare una ‘casa’ alternativa per disputare gli incontri.
La differenza, nella riuscita nell’ottimizzazione di spesa, dipende SOLO dalla buona volontà di Politica e società sportiva: può volerci una settimana a regolarizzare tutto, o può volerci un anno; dipende solo da loro. Volendo fare un esempio: disputare la Serie B, al palazzetto di viale Medaglie d’Oro, fermo restando i tempi descritti, dipendenti dalla buona volontà, implichrebbe un onere inferiore ai 5.000€, per rispettare tutti i parametri per poter giocare, ed avere un pubblico (max) di circa 1.800 spettatori… col fiato sul collo dell’avversaria. Per la LegaDue, invece, sempre per il principio della (in)sopportabilità dei costi del Palamaggiò, una valida alternativa è il PalaCaliendo a Maddaloni. Già perfettamente “a norma di Lega2”.

Un’ultima considerazione (decisamente maliziosetta)…
Dalle dichiarazioni di Nevola, si evince che: “[..] La squadra va fatta ora, perché si comincia già ad inizio settembre…”
Implicitamente, potrebbe significare che, a settembre, siccome inizia già la Coppa Italia di LegaDue, è già stata vagliata (e ufficiosamente ‘approvata’) l’opzione “Wild card”? Io, propenderei per un SI’ pieno!

In ogni caso, queste ed altre riflessioni, è possibile rivederle nella diretta live di lunedì sera in “Ultimo quarto…” trasmessa dal Tennis club, a fine conferenza stampa.

Carmine Covino