Marcianise, il calcio e quella nostalgia canaglia di un passato glorioso

I tifosi del Real Marcianise nove anni fa

E’ ormai risaputo che tra l’U.S. Marcianise e la tifoseria non corre buon sangue. Un lungo e dettagliato editoriale del gruppo ‘Stirpe Marcianisana’ fa luce sui contrasti col club rievocando gli antichi splendori del calcio cittadino.

Non c’è dubbio che le vicende calcistiche della nostra città siano divenute oggetto di forti discussioni in quest’ultimo periodo avendo creato una notevole spaccatura tra sportivi e dirigenti. Chi ci segue anche esternamente si chiede il perché si sia arrivato a tanto. Ebbene, chi meglio dei tifosi che sono sempre stati in prima linea in tutti questi anni può fare il punto della situazione? Ecco quali sono le cause.

Tra Progreditur Marcianise ed Us Marcianise c’è un parallelo che non ammette smentite, si sta bruciando una generazione di potenziali tifosi GIALLOVERDI, ma andiamo per gradi. Il Progreditur senza ombra di dubbio ha avuto la possibilità di portare la nostra città di nuovo nell’olimpo del calcio professionistico. Nel  2013 la famiglia D’Anna ebbe la “lungimiranza” di costruire un team di primo livello (forse senza volerlo). Una società che stava facendo sognare, ancora una volta, un’intera città. Tra le fila c’erano giocatori del calibro di Nicola Citro, Iadaresta, Gerardi, Lagnena,  i marcianisani Ciano e Posillipo e tanti altri ottimi calciatori. Pensate che si arrivò perfino ad avere dieci punti di vantaggio sulla seconda, il Matera, poi successe l’impensabile, partite perse in modo tragicomico come quella a Vallo della Lucania contro il Gelbison, Vico Equense e San Severo ma c’è ne sono altre come la sconfitta interna con il Matera dove alcuni giocatori sembravano l’ombra di se stessi.

I tifosi del Real Marcianise a Celano dieci anni fa

In quel periodo post Real Marcianise  stava nascendo un nuovo movimento, la città aveva nel proprio lessico nomi come gli “Skorpions o Fighters” che per anni avevano difeso e tenuti alto il nome della nostra città al cospetto di tifoserie blasonate come quelle della lega pro. Con le gesta di Citro (attualmente in forza al Frosinone in serie B) e company un pugno di tifosi crearono un nuovo movimento GIALLOVERDE, prese il nome di “Ultras Marcianisani”. Un manipolo di ragazzi che seguivano il Progreditur ovunque dando l’anima per la nostra città. Nel frattempo la squadra di calcio capitanato dal tecnico Foglia Manzillo riuscì a malapena a disputare un turno di play off contro il Taranto uscendo sconfitto dal doppio confronto. Ancora oggi c’è assoluto rammarico per quel campionato, il Marcianise era la squadra più forte, purtroppo mancò la società che dimostrò tutte le proprie lacune dirigenziali e di prospettive nel periodo clou della stagione.

Quello della stagione 2013/14 era uno  step che doveva essere superato, raggiungere la lega pro dopo il grande Real Marcianise avrebbe significato tanto e soprattutto avrebbe messo con le spalle al muro una politica locale disattenta (per convenienza) e ridato slancio ad una città che pochi mesi prima dava lezione di calcio in tutta Italia.

Oggi  ci ritroviamo a confrontarci con una realtà calcistica che ha intrapreso azioni “lesive” verso il movimento ultrà e non solo che pagheremo per molti anni. La neonata Us Marcianise con scelte scellerate, avallate dalla politica locale,  e senza senso alcuno porta avanti un progetto dove nessun tifoso marcianisano si identifica, ad eccetto poche decine di persone che stabilmente sbarcano il lunario nei pressi di piazza Umberto I. Il presidente Gallo (??) ed il Dg Salomone, mai visti al Progreditur negli ultimi 15 anni, con un colpo di mano hanno azzerato ciò che si era costruito con le presidenze di Bizzarro e D’Anna. Attualmente disputano il campionato di Promozione provinciale e nonostante la collaborazione di sponsor di livello, in primis l’Interporto Sud Europa, l’Us Marcianise risulta tagliata fuori da qualsiasi ipotesi di salto di categoria e dovrà ritrovarsi l’anno prossimo a disputare di nuovo il campionato di Promozione, salvo l’acquisto a tavolino di un titolo superiore, ma questo è un altro discorso.

Le scelte di abbandonare i colori gialloverdi e lo stemma della città di Marcianiseadottando un logo “farlocco” dove spicca la testa di un cane tanto amato dalla famiglia Buonpane (figlio dell’ex presidente della Rifo Sud) ha generato un distacco “insanabile” tra l’attuale realtà calcistica e la parte viva della tifoseria marcianisana. Basta farsi un giro al Progreditur per vedere la risposta della città. L’attuale dirigenza (molto abile nella comunicazione) ha come biglietto da visita gli sponsor conseguiti, argomentazione frivole che  non fanno classifica e soprattutto mercato. L’Us Marcianise è l’unica squadra di fascia medio alta che non ha fatto un mercato di livello segno tangibile che non è nelle loro corde, nonostante gli sponsor tanto cari alla dirigenza, battersi per la promozione.

Concludendo la perdita dei tifosi, ha un comune denominatore: chi viene a fare calcio a Marcianise o ha il prosciutto sugli occhi o fa finta di non capire anteponendo altro agli interessi della comunità sportiva cittadina. Poi non si deve piangere perché non si ha seguito, leggere titoli  come  “la squadra ha bisogno dei tifosi” è comicità pura. Tutto questo non accade in qualsiasi piazza che si rispetti perché chi arriva (che comunque è sempre di passaggio) capisce che il tifoso è la parte principale di un progetto e dunque la programmazione va fatta in simbiosi.

Se si vogliono fare paragoni: Bizzarro quando prese il Marcianise la prima cosa che fece quale fu? Si porto’la tifoseria al suo fianco. E i risultati si videro, in serie D avevamo un seguito da categorie superiori. Chi è venuto dopo di lui ha fatto l’opposto… Si sono subito attirati le antipatie con il loro modus operandi generando fin da subito scetticismo e perplessità, cosa che gradualmente ha portato al totale allontanamento della tifoseria anche se bisogna affermare che la gestione D’anna ha avuto la forza di portare la città in serie D nonostante i tanti “conflitti” d’interessi conosciuti a tutti.

Stiamo assistendo ad un salto nel buio, l’annullamento di una generazione di tifosi.

Redazione Stirpe