L’Aversa Normanna riabbraccia Castaldi

Castaldi in azione

Diego Castaldi è il primo tassello dell’Aversa Normanna per la prossima stagione. Per lui un ritorno in maglia granata dove è cresciuto calcisticamente negli anni 2012-2014. Dopo una stagione esaltante due anni fa ad Arzachena, l’esterno destro, classe 1996, nella passata stagione ha vestito la maglia del Tergu prima di trasferirsi a Casal di Principe per vestire la maglia dell’Albanova Calcio in Promozione. Castaldi in carriera ha indossato anche le maglie di Agropoli e Terracina. “E’ un piacere tornare dove si è cresciuti – è il commento a caldo del centrocampista napoletano – ed è un onore indossare di nuovo questa maglia. Aversa è una piazza che merita e ci metterò tutto me stesso partita dopo partita”. Il nome di Castaldi non è nuovo nel palcoscenico del calcio campano perché per anni è stato considerato un giocatore prodigio: basti pensare che su di lui negli anni scorsi sono piombati anche dei club professionistici come Sassuolo ed Avellino. Poi non si è fatto più nulla e il talento dell’attuale 21enne è finito in Sardegna. Ora ha la possibilità di rifarsi nuovamente con l’Aversa Normanna per ritornare nel calcio che sicuramente merita. Intanto c’è sempre da risolvere la problematica legata al nome dell’allenatore. Il diesse Tonino Caso ostenta tranquillità e non sembra preoccupato per questi contrattempi riguardanti la scelta del tecnico. Secondo il dirigente per il 24 luglio, giorno in cui è stato annunciato l’inizio del ritiro (Lusciano o Trentola) il nuovo allenatore avrà un discreto numero di ragazzi su cui lavorare per centrare l’obiettivo salvezza. Ma bisognerà capire chi guiderà questi ragazzi. Il vero problema probabilmente è legato anche al bagaglio di esperienza con i ragazzi del tecnico che dovrà guidare l’Aversa Normanna: ci sarà un gruppo giovanissimo che dovrà essere ‘modellato’ secondo gli schemi di gioco del trainer. Servirà un allenatore capace che possa far esprimere al meglio i talenti granata. Non sarà facile trovarlo ma il ds è fiducioso. E la città non può che esserlo altrettanto.