“Giù le mani dallo stadio del nuoto”: tanti punti oscuri sulla chiusura dell’impianto. Pronta una manifestazione per chiedere risposte alle istituzioni

Lo striscione all’esterno dello stadio del nuoto

Partirà lunedì mattina dal piazzale antistante lo stadio del nuoto di Caserta un corteo contro la chiusura dell’impianto. Saranno in centinaia tra istruttori, tecnici, atleti e semplici fruitori della storica piscina casertana a manifestare tutto il proprio disappunto per l’incredibile decisione presa dai dirigenti dell’Agisap.

I FATTI – Già dal 2011 c’erano alcune migliorie da apportare all’impianto mai messe in atto e dichiarazioni ai vigili del fuoco mai presentate dall’ente. Poi lo scorso 12 gennaio un sopralluogo dei vigili del fuoco ha evidenziato alcune prescrizioni come il documento per la prevenzione degli incendi, la nomina dei responsabili della sicurezza tutto sanabile con poca spesa e soprattutto pochi giorni lavorativi.

LA MAZZATA – Ad oggi nulla di tutto questo è stato sistemato e pochi giorni fa è arrivata l’inattesa notizia. A tutte le società ed enti (24 complessivamente) presenti allo stadio del nuoto viene prima assicurata la possibilità di continuare l’attività fino al 31 luglio, poi revocata (ad inizio giugno) poiché il 12 dello stesso mese scade la deroga di agibilità già concessa due volte dai vigili del fuoco e non più rinnovabile.

Lo striscione all’interno dello stadio del nuoto

LA CHIUSURA – La piscina provinciale deve necessariamente chiudere per un periodo di tempo indecifrato (non è stato ancora comunicato) mettendo in stato di agitazione le società, gli enti, tutti i tesserati e gli iscritti. La domanda però è perché si sono rimandate le migliorie da apportare obbligatoriamente già sei mesi fa e ci si è ridotti alla totale chiusura dell’impianto quando con pochi giorni si sarebbe potuto risolvere il problema?

APERTURA E CHIUSURA – Le stesse associazioni e tutti gli enti hanno chiesto all’Agis di poter anticipare le spese necessarie per sistemare la struttura. Ipotesi bocciata perché si trattava di spese straordinarie e quindi non prese dal bilancio. Dunque secondo l’Agis lo stadio del nuoto tra meno di un mese deve chiudere per rifarsi il look.

UNIVERSIADI – Ad allungare i tempi ci si mettono anche le Universiadi. Sono stati infatti stanziati poco più di 800 mila euro per sistemare e far rientrare in determinati parametri la ‘Provinciale’.

Una veduta dello stadio del nuoto

LE RICHIESTE – Una delegazione delle società che operano all’interno ha comunicato il proprio pensiero in merito: “Abbiamo provato ad incontrare tutti gli organi preposti senza però né essere ricevuti né avere risposte in merito.

Abbiamo chiesto il congelamento del piano vasca, cioè riprendere gli stessi spazi d’acqua nel nuovo anno sportivo. Una richiesta protocollata ma a cui non è stata data ancora una risposta”.

LA PROPOSTA E LE SOLUZIONI – “Di solito chiudiamo tre mesi all’anno e c’è tutto il tempo di parzializzare i lavori o farli durante le attività sportive non essendo lavori strutturali ma di adeguamento ai parametri della Fisa. Chiediamo perciò di conoscere la tempistica dei lavori poiché rischiamo di perdere l’affiliazione alla Fin, dobbiamo dare risposte concrete ai nostri soci nonché tesserati perché certo non possono fermare i propri allenamenti. Per non parlare dei diversamente abili e degli anziani che per necessità hanno bisogno di svolgere attività acquatiche settimanalmente. Chiediamo garanzie di poter riprenderci il nostro posto di lavoro dopo gli interventi che verranno svolti. Inoltre il contratto quadriennale in scadenza a giugno non è ancora stato rinnovato come si è sempre fatto in passato. Un’anomalia che ci lascia perplessi e non poco. Chiediamo chiarezza e quelle risposte che fin qui non sono state fornite. Stanno facendo i lavori alla metropolitana di Napoli ormai da diversi anni, ma il servizio non si è mai fermato. Qui perché vogliono chiudere un impianto che ha il bilancio attivo e che viene finanziato regolarmente da tutte le società”.

Ecco perché è facile immaginare che lunedì saranno davvero in tanti a farsi sentire con le istituzioni cittadine per salvaguardare il nostro lavoro e i diritti di chi in questi anni ha fatto qualcosa di concreto per la comunità.