La Casertana e il rinnovato settore giovanile. Il responsabile Clemente Santonastaso: “Vi racconto la nostra famiglia”

Clemente Santonastaso

Meno di un mese fa l’arrivo di Clemente Santonastaso alla guida del settore giovanile della Casertana. Idee chiare, grande sintonia con la dirigenza e voglia di vincere e mostrare a tutti i progressi del lavoro. Per lui che ha già riscosso importanti traguardi in carriera, una sfida da vincere per il bene e il futuro della Casertana.

“Essere chiamati da una società così prestigiosa, con una storia importante alle spalle è motivo di grande orgoglio. Poi da casertano essere coinvolti in un progetto ambizioso come questo è  un qualcosa di stupendo. Posso dire che sono veramente felice e soddisfatto di essere entrato in quella che ormai definiamo la famiglia rossoblù”.

Arrivato a dicembre ci ha messo poco per creare il suo staff. Tutti professionisti seri che hanno immediatamente sposato il progetto Casertana.

“L’obiettivo della società è stato quello di riorganizzare e programmare il futuro del settore giovanile. Sappiamo benissimo che non è stato semplice e non sarà un lavoro facile vista l’importanza del settore. E’ stato deciso di cambiare totalmente modo di lavorare e mentalità. Costruzione, programmazione, sono parole che nel calcio trovano poco spazio, ma con il presidente D’Agostino con il dg Materazzi, ds Martone e De Carne, le possiamo assolutamente utilizzare e trovano in noi terreno fertile. Difficoltà? Più che altro organizzative poiché siamo partiti in corsa, ma devo dire che non ci sono stati traumi e abbiamo chiuso bene l’anno. Il tutto grazie ad una dirigenza disponibile, vogliosa di investire sui giovani e un ambiente che ripeto è familiare in tutto e per tutto”.

Negli anni ottanta e fino ai primi anni novanta, la Casertana faceva spesso rima con linea verde. Il direttore generale Beppe Materazzi insiste molto su questo aspetto: la Casertana deve tornare all’antico splendore grazie ai giovani.

“E’ la strada giusta per raggiungere traguardi di un certo livello. Calciatori che hanno militato nella Casertana sono arrivati fino in serie A. Questa società ha voglia di andare in quella direzione, crescere i giocatori in funzione della prima squadra perché il settore giovanile deve essere una risorsa, un serbatoio per il domani. I nostri calciatori vengono costantemente monitorati, seguiti, visionati e crescono sotto l’attento sguardo di Materazzi, Martone e De Carne. Dimostrazione che c’è la voglia di non tralasciare nulla e tenersi stretti quegli atleti che tra un anno o due potranno essere utili alla prima squadra”.

Il 2016 di Clemente Santonastaso si è chiuso con la nomina di responsabile dell’intero settore giovanile rossoblù, ma il 2017 che può portare?

“La fine calcistica del 2017 servirà per gettare le basi per il 2017-2018 già di un buon livello. Avremo un’organizzazione ancora più forte, uno staff che tende a migliorare e crescere con un parco giocatori che ci può far togliere soddisfazioni sia dal punto di vista dei risultati che di crescita. Perché l’obiettivo è crescere in funzione della prima squadra”.

Santonastaso ha scelto tecnici estremamente esperti e preparati. Ultimo arrivato Antonino Di Nardo che fino a qualche anno fa calcava i campi professionistici. Insomma le persone giuste al posto giusto.

“Abbiamo fatto molti incontri e diversi colloqui per scegliere gli allenatori giusti. Ci siamo basati sia sulla persona a livello umano cioè con la voglia di crescere con questo progetto, sia ovviamente le qualità tecniche. Parliamo di Di Nardo, Raffaele Esposito, Tudisco, Cerrato, tutte persone giovani che però hanno esperienza da vendere e con grande voglia di crescita professionale e sportivo. Si è creato un ambiente di lavoro ideale in cui fa piacere lavorare, collaborare e scambiarci idee”.

Entro la fine del 2017 la Casertana avrà almeno un prodotto del vivaio in prima squadra?

“Questo è l’obiettivo primario, ma io aggiungo: vogliamo vedere tre calciatori tra i senior. O almeno ci proviamo perché è questo il nostro compito. Fornire alla prima squadra ragazzi validi in grado di contendere il posto ad altri e giocarsi ad armi pari una maglia da titolare. Se riusciremo a lavorare come crediamo e speriamo saranno in molti a lasciare le giovanili restando in pianta stabile con la prima squadra”.