Il ‘Re’, la sorpresa ed il dispetto… Resa dei conti al ‘Palazzo dei 100 giorni’



Oscar con maggiò e Tanjevic (Foto Alida Filauro)

L’aspettativa era enorme. L’ansia, così vera, che la potevi tagliare col coltello. Tutti in trepidante attesa de’ “Il discorso del re”. E ci mancherebbe. Rivedere Oscar Schmidt su quel parquet, sentire la sue parole -quelle prima e dopo la partita- è stato appagante, evocativo, emozionante, commovente. Passato e presente fusi in un’unica sequenza temporale. Lo stupore è cresciuto quando, oltre a ‘Mão Santa’, in campo c’era anche un’altra sorpresa: Bogdan Tanjeviç, Boša. Ma per tutti, Boscia Tanjevic. Due illustri icone, granitiche colonne, della nostra gloriosa storia bianconera. Terminato l’amarcord, si va dritti alla Pallacanestro giocata. E pure qui, sorpresa: la voce di Gennaro Mercogliano che intona: “… E col #18, O S C A R…”. E’ lui il 13° uomo che chiude le fila del nostro roster. Magari avessimo avuto, ieri, il suo talento… Che fosse già quello un segno da prendere come avvertimento?

Dicevamo: resa dei conti, al “Palazzo dei 100 giorni”. Sì, è stata una doppia resa dei conti: sul campo e fuori dal recinto di gioco.



-Nel 1° caso: la Victoria Libertas Pallacanestro, corsara, si riprende quei nostri due punti, strappati a Pesaro, la passata stagione, negli ultimi istanti di gara da #Downs;

-Nel 2° caso: O’Rey non le manda a dire, e chiude i conti coi rimpianti del passato, denunciando ciò che avrebbe voluto dire già 13 anni fa. Individuando colpe e responsabilità, senza sconti o alibi per nessuno. Poi, u’ passato è passato… jamme annanze (cit.).

In sintesi, la Pasta Reggia domina per più di 19 minuti la partita ma consente, alla Vuelle Pesaro, di dominare ben 15 minuti e 1/2, anche a causa di visibile calo della difesa che, sino a metà terzo periodo -con un rapporto p.p./p.r. eccezionalmente favorevole per noi- ci ha arriso, e poi irriso. Brutto dirlo, però è andata così.

Ora, la foto che accompagna la nostra lettura del dopo gara, parrebbe un po’ vaga, ma neanche tanto. Il concetto espresso, però, dovrebbe essere chiaro: la (nostra) fragilità. Fragilità nella concentrazione, ancorché a rimbalzo. Anche se stavolta, in attacco, non abbiamo concesso nulla, ma nel totale sì. Fragilità dalla ‘carità’: quel poco per perdere. Fragilità nelle motivazioni, nel carattere: perché tanto c’è #Sosa. La palla ‘scotta’ e la diamo a lui, tanto poi la mette lui dentro. Nel frattempo, però, Cinciarini e Watt sono out per 5 falli, e dalla panchina arriva poco. Complice pure l’infortunio di #Bostic, ed il calo fisico di #Czyz. Sia lui che lo ‘Svedese’ sono quasi impalpabili, però: Czyz deve recuperare e l’altro, almeno un po’ in difesa, qualcosina l’ha fatta. Ma non basta, perché al tiro è n.p. Un solo tiro tentato, per entrambi. Troppo poco per vincere contro chiunque. Allora ci chiediamo: ma questa panchina, a cosa serve? Tolti Giuri e Cinciarini, che se la giocano sempre come possono, gli altri che cosa possono realisticamente dare? Lo ripetiamo ancora una volta: Jackson e Metreveli, Cui prodest?

Certo, sappiamo che il mercato -nei 2 sensi- è bloccato, quindi possiamo solo contare su una pronta (ri)scossa dei ragazzi. Anche se le prossime 3 gare sono durissime, ma non impossibili.

Osservando Boscia, ci è parso in alcuni momenti un po’ annoiato, poco interessato ad una partita in cui, a più tratti, si è giochicchiato per lo più. Pesaro è una formazione che ieri si doveva battere, nettamente alla nostra portata. La squadra, agli occhi, di Boscia, nei momenti clou è apparsa molle, deconcentrata e con un’anima tutta da ritrovare. Ma Tanjevic, da gran signore qual è, interrogato sulla sconfitta, è stato molto Politicamente corretto: “Il Basket è così: la si poteva vincere o perdere…” Probabilmente, se fosse dipeso da lui, avrebbe gettato in campo un giovane ragazzino sfrontato, con l’obiettivo di una difesa aggressiva, rischiando subito i 5 falli, ma permettendogli di “mordere le caviglie all’avversario”. Insomma: l’avrebbe buttata un po’ sulla Bagarre, un po’ avrebbe mischiato le carte. E noi sappiamo che, a suo tempo, lui la faceva ‘ste cose un po’ estreme.

Ultima considerazione: le F8 di Coppa Italia di pallacanestro maschile. Come già espresso 7 giorni fa, a nostro modesto parere, Rimini si allontana. La Fiat Torino Auxilium, invece, si avvicina: da 9^ sale 8^. E ce la dobbiamo ancora giocare con Enel Basket Brindisi 7^ (in trasferta) e Dinamo Sassari Official 9^ (trasferta). Nel mezzo, il 2 di gennaio, ci sarà la Sidigas avellino al Palamaggiò. Delle 3, almeno 1 va vinta assolutamente: vincerne 2 potrebbe essere difficile. E non dimentichiamo che, contro TO, abbiamo la classifica a sfavore. Tuttavia, qualora non dovessimo centrare l’obiettivo, non sarebbe certo un dramma; i nostri veri obiettivi sono due: salvarci sul campo -e lì siamo a buon punto- e fuori dal campo. Ma, nel secondo caso, siamo nelle mani del nascente Consorzio: la “Proprietà”, quello che doveva fare, l’ha fatto. Oltre, da solo, non può più.

Ah, dimenticavo un’ultima cosa: domenica tutti hanno salutato Oscar Schmidt. Anche Ario Costa e tutta la squadra pesarese. Domanda: perché il coach #Bucchi è venuto meno? Oppure le cose sono andate diversamente? Perché sennò è grave…

Forza #JCe, rialzati e preparati alla sfida pugliese. Dai!

Claudio Cottafava


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