Puntigliosi e contenti



Nuova vittoria interna per la Juve (Foto Alida Filauro)
Nuova vittoria interna per la Juve (Foto Alida Filauro)

Alzi la mano chi, a ottobre, avrebbe avuto il coraggio di ‘storcere un po’ il naso’ dopo una vittoria bianconera bollandola come sofferta oltre ogni limite. Nessuno. Negli ultimi anni, ogni successo veniva accolto come un trionfo, come una grandissima soddisfazione e le giuste (doverose) critiche non sempre trovavano spazio. Era più la gioia che la voglia di stare lì a cercare il pelo nell’uovo. Eppure questa meravigliosa Juvecaserta ci porta anche a dire: vittoria pesante ma non bellissima contro Capo d’Orlando. Ha ragione Dell’Agnello a dire: “questa è già una vittoria, guardare il bicchiere mezzo vuoto quando si vince”. Merito dei siciliani ma anche di alcuni errori di troppo dei casertani che, dopo un solido primo tempo, sono andati meno bene nella ripresa. Meno bene ma poi…

CINCIA, MITRAGLIATRICE UMANA. Ma poi c’è Cincia che spara nel canestro capoto due triple rapidamente e tanti saluti a tutti. Daniele Cinciarini sta giocando una stagione sensazionale. Non amo le statistiche ma, stavolta, lascio parlare i numeri: 13 punti di media in 23 minuti, 55% da 2, irreale 65% da 3 (17/26) e 95% ai liberi. DEVASTANTE.



Watt (Foto Alida Filauro)
Watt (Foto Alida Filauro)

DICEVAMO DI WATT? In giro si è detto che non è stata la sua migliore partita. In giro si dice che ha giocato meglio Delas, il suo dirimpettaio. In giro c’è chi ha fatto notare un passo indietro. In giro, poi guardo i numeri anche stavolta: 15 punti, 10 rimbalzi, 5 stoppate. Meno male che non è stata una grande gara. Qui si rischia seriamente di aver pescato il miglior lungo del campionato.

EPPURE NON SIAMO CONTENTISSIMI. Sì e sarebbe ipocrita dire il contrario: nel terzo quarto, la Juve sembrava Apollo Creed contro Ivan Drago, arrivavano pugni ovunque e la guardia era bassa, solo cazzotti in faccia e nessuna reazione. Quando tiri 3/13 diventa difficile, sia chiaro, ma è stata la difesa, per una volta, a fare acqua. Meno male che, poi, Giuri e Cincia hanno aperto il fuoco, Archie sia riuscito nell’impresa di prendere tecnico a sirena del terzo quarto suonata e Delas sia uscito anzitempo per falli. Bravissima Orlandina, bravissimo Gennaro Di Carlo ma non la nostra vera Juve.

VERITA’. La Juve è +6 dal nono posto che, in soldoni, vuol dire qualificazione alle Final Eight. Già la scorsa settimana aveva scritto che, ora, solo i bianconeri possono perdere questo traguardo, dopo domenica si rafforza il mio pensiero. I bianconeri vedono Rimini sempre più vicino, ora sono praticamente in zona Pesaro e manca poco per qualificarsi, per la seconda volta nella propria storia, alla kermesse. Essere puntigliosi e contenti: questa Juve ci sta facendo diventare pazzi d’amore.


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