Mondragone. Le bordate di Autiero: “Non sono un venduto. La colpa è di Pagliuca e Nando Del Prete”



Ciro Autiero
Ciro Autiero

MONDRAGONE – Il Mondragone piomba nel baratro della Promozione dopo appena un anno di Eccellenza. Pesantissima sconfitta interna nella sfida contro il Virtus Volla. Sul banco degli imputati, bersagliato dai fischi nella ripresa il difensore Ciro Autiero, che a fine partita ne ha fatto le spese con un episodio triste (CLICCA QUI PER LEGGERE). Puntuale la dichiarazione dello stesso calciatore: ”Mi dispiace per la sconfitta, non ce l’aspettavamo. Queste le partite più brutte, si deve solo vincere. Eravamo molto più tesi rispetto a loro. Eravamo più disinvolti, giocavamo meglio. Da squadra matura e tosta, in vantaggio dovevamo mantenere il risultato. Non capisco i fischi, mi sono dato più risposte. Ho causato il rigore fuori area. Sulla palla è andato il mio amico Marigliano. Non ho esultato al suo errore ma sono andato a rincuorarlo. E’ un mio caro amico al di fuori del campo. Marigliano a fine partita ci ha rincuorato con le lacrime. Ho dato tutto sin dal primo giorno, ho sbagliato poche partite. Non so cosa sia derivato questo astio. I tifosi possono dirmi tutto quello che vogliono, qualche dirigente mi ha dato del venduto e mi sono offeso. Ho sbagliato nella reazione verso il pubblico ma non riuscivo a spiegarmi per quale motivo mi abbiano dato del venduto. I tifosi possono dire quello che vogliono  ma non mi aspettavo questa parola dai dirigenti. Non mi vendo le partite in Eccellenza come fanno oggi altri giocatori, come lo facevano prima con soldi veri. Sono stato attaccato e mi devo difendere. La responsabilità in questi casi non è equa: ci sono responsabili maggiori di noi. Nel bene e nel male abbiamo fatto il nostro dovere. Il rispetto dei ruoli nel corso della stagione è venuto a mancare. Eravamo un bel gruppo. Ci sono dei colpevoli. Mi prendo le mie responsabilità. Mi dispiace per i due presidenti Del Prete e Lampitiello, non ci hanno fatto mancare nulla nemmeno dal punto di vista economico. Il Volla se non vinceva perdeva due stipendi. Ci sono dirigenti che non hanno fatto il loro dovere. Se eri di Mondragone e sbagliavi non ti veniva detto niente, se eri di Napoli venivi fatto fuori subito. La colpa è di Mario Pagliuca e del direttore Nando Del Prete: non hanno fatto il loro dovere. Il mister doveva subito lasciare, si è fatto trascinare. Mi devo difendere, ho un’immagine da tutelare. Con Mondragone penso ormai capitolo chiuso, non ho lasciato un buon ricordo e mi dispiace. Non sono un venduto, ho fatto il mio dovere facendo sempre allenamenti. C’è gente di Mondragone che non si allenava e pretendeva di giocare dopo due mesi volendo lui risolvere i problemi. Si vengono a creare dei malumori nel gruppo. Nel calcio c’è il rispetto dei ruoli e purtroppo non c’è stato questo passaggio. La colpa è anche nostra. Ho onorato la maglia al massimo dando una mano ai compagni. Giocare uno in meno è difficile al giorno d’oggi. Se non si corre fai difficoltà a giocare contro chiunque. Ai tifosi del Mondragone sento di dire che non mi hanno meravigliato per l’applauso al Volla, vuol dire che qualcosa di calcio capiscono. Chiudo l’esperienza con la coscienza pulita. Dieci persone non possono rovinare un pubblico onesto e sincero. Al Mondragone auguro il meglio con persone come Lampitiello e Fabio Del Prete: hanno speso tanto e forse male. Noi retrocedendo non abbiamo mantenuto il nostro impegno, mi dispiace per mister Coppola. Ad un certo punto ha perso la credibilità, da quando si sono messe in mezzo terze persone non ha fatto più il suo dovere perdendo di credibilità. Il calcio è una cosa seria anche in queste categorie. Sono retrocesso, ho dato tutto per Mondragone, per la maglia facendo il mio dovere nel bene e nel male. Ripenso al rigore non fischiato su Ursomanno nel secondo tempo supplementare: doveva andare così”.




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