Il Gladiator battezza Capitelli, il nuovo erede della stirpe sammaritana



Alessio Capitelli (foto Domenico Vastante)
Alessio Capitelli (foto Domenico Vastante)

Il laboratorio sammaritano sforna un nuovo talento. In prosecuzione dell’affetto spropositato che Santa Maria Capua Vetere nutre per il calcio, il Gladiator battezza l’ultimo erede di una folta schiera di atleti, sammaritani doc, che hanno vestito con onore la blasonata maglia neroazzurra. La gara di andata dei quarti di finale della Coppa Italia Dilettanti contro l’Atletico Vesuvio Herculaneum sancisce l’esordio ufficiale nella prima squadra di Alessio Capitelli, terzino destro classe ’97 che è stato buttato nella mischia sin dal primo minuto da Angelo Di Costanzo, suo allenatore nella juniores e chiamato a sedersi temporaneamente sulla panchina neroazzurra.

La passione per lo sport nel sangue. Figlio dell’imprenditore sammaritano Rosario, rinomato in città per la passione per il tennis e per il suo ruolo di presidente del Gruppo Tennistico Sammaritano, il virgulto sammaritano esegue una grossa prestazione, tanto da strappare gli applausi dei tifosi presenti sugli spalti del “Mario Piccirillo”. E non fa nulla che poi gli ercolanesi abbiano messo una seria ipoteca al passaggio del turno, vincendo col punteggio di 0-1. Alessio Capitelli dimostra di avere le qualità per fare parte dell’organico della prima squadra e domenica 7 dicembre fa il suo esordio in Eccellenza.



Carlo De Falco (foto Andrea Salzillo)
Carlo De Falco (foto Andrea Salzillo)

L’esordio in Eccellenza. Tralasciando per un istante la grana allenatore che si è venuta a creare nella città del Foro, il direttore sportivo Antonio Carannante lo conferma tra i titolari nella delicata trasferta di Cercola contro il Campania Ponticelli. Anche in questo caso, egli risponde presente e contribuisce all’affermazione in terra napoletana, mettendo in mostra le sue doti di attento marcatore ed all’occorrenza prodigandosi per rinforzare la fase offensiva, con una spinta costante sulla fascia di competenza.

La chioccia De Falco. Un impatto niente male per un ragazzo che ha fatto la trafila del settore giovanile neroazzurro e che fino ad una settimana fa si era cimentato al massimo fino al campionato di Attività Mista. L’altro sammaritano della rosa, Carlo De Falco, lo ha preso sotto la sua custodia e lo tiene al riparo da qualsiasi problema. Una vera e propria chioccia che conosce l’ambiente calcistico, visti i trascorsi con la Neapolis ed il Campobasso in Serie C2 e la Forza & Coraggio in Serie D.

Alessio Bonavolontà
Alessio Bonavolontà

Il marchio sammaritano. Nel corso del tempo sono stati tanti i gioielli neroazzurri che sono germogliati con indosso la maglia neroazzurra. Il gradino più alto è stato toccato dai fratelli Salvatore e Francesco Di Rienzo, i quali hanno giocato all’ombra dell’Anfiteatro ma che si sono messi in mostra nella vecchia Serie C con le maglie di Albanova, Latina ed Afragolese. L’apice è stato raccolto comunque dal centrocampista Diego Russo che è stato tra i protagonisti della cavalcata vincente dall’Eccellenza alla Serie C2 tra il 2000 ed il 2003. Un filo conduttore che è stato mantenuto intatto da tanti atleti sammaritani, da Luigi Sticco a Francesco Fabozzi, da Alfredo De Luca alla bandiera degli ultimi anni Alessio Bonavolontà proseguendo con il suddetto Carlo De Falco, Francesco Buonanno, Umberto Migliaccio, Gennaro Monaco, Massimo Maioriello, Vincenzo Capobianco, Fabrizio Muto, Domenico Mele, Fabio Gaudiano e Michele Ventrone (senza dimenticare Nicola Celio e Fabrizio Busico che non hanno mai giocato nella prima squadra del Gladiator, però sono residenti a Santa Maria Capua Vetere).

La riflessione. Per l’esattezza, nella sfida contro l’Atletico Vesuvio Herculaneum, ha esordito anche l’attaccante classe ’98 Italo Maciariello ma non si può parlare per lui di provenienza sammaritana, in quanto vive a San Tammaro, comune a sé e quindi non si può ripetere lo stesso discorso. Un dato comunque li lega. Entrambi sono provenienti dalla juniores, a dimostrazione che non c’è bisogno sempre di andare a prendere fuori i ragazzini, i cosiddetti “under”. Santa Maria Capua Vetere è stata sempre terra di calcio, i propri talenti se li è fatti in casa. E’ arrivato il tempo che questo marchio venga rilanciato.


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