Annalucia Migliozzi smentisce Tarabuso: “Mai pagato per giocare a softball”



Il Caserta Softball di qualche anno
Il Caserta Softball di qualche anno

Nel mondo del batti e corri casertano tiene sempre banco la vicenda legata al diamante di San Clemente. Una querelle tra il gestore dell’impianto (una società che fa capo a Giulio e Michele Tarabuso) e i Falchi Caserta (che dovrebbero usufruirne per le gare interne) che ha tirato in ballo anche alcune ex giocatrici di softball. Domenica pomeriggio, infatti, Michele Tarabuso dichiarò che nel 1998 quando lui si avvicinò al softball trovò (testuali parole) una situazione assurda: “Rotili gestiva a proprio piacimento il diamante di San Clemente e le varie Migliozzi, Adinolfi e Seguella erano costrette a pagare mensilmente un milione delle vecchie lire per usufruire della struttura. Tutto dimostrabile attraverso le testimonianze delle ragazze”. Frasi che hanno suscitato stupore e infastidito le dirette interessate. Annalucia Migliozzi, che tra la fine degli anni novanta e l’inizio del 2000 faceva parte proprio del Caserta Softball, ha voluto fare luce sulla vicenda. “Le frasi del presidente Tarabuso sono prive di fondamento. Non abbiamo mai e sottolineo mai pagato per giocare a softball. L’unica cifra sborsata erano quindicimila lire da versare al professore Mezzacapo per disputare il campionato. Ha detto che noi pagavamo un milione al mese a Rotili per usufruire del campo! Bugia più assoluta. Purtroppo non conosco le reali intenzioni di Tarabuso, ma sinceramente sta facendo di tutto per far scomparire il baseball dalla nostra città”.