Il passo d’addio della Valkai: “Chiudo con il sorriso”

La Valkai esulta dopo un gol contro il Cosenza (serpefoto)
La Valkai esulta dopo un gol contro il Cosenza (serpefoto)

Il Volturno esce a testa alta dalla semifinale playoff contro il Cosenza, che si impone anche in gara 2 a Santa Maria ai rigori per 16-14. Ora per la Tubisider la finale col Como. Le sammaritane si leccano le ferite, perché sarebbe potuta andare diversamente, ma consce che in un’altra stagione difficile l’obiettivo minimo e l’onore sono ampiamente salvati. Ma se il Volturno termina qui la stagione, la sua stella, Erzsebet Valkai, termina la sua luminosa carriera pallanuotistica. Anche se per un ripensamento c’è sempre tempo. La magiara, italianizzata per matrimonio con Roberto Vestuto e portata in Italia proprio dal Volturno, vuole appendere la calottina al chiodo a 35 anni. Doveroso parlare del suo ritiro, o presunto tale. “Forse smetto”, preceduto da un sospiro lungo quasi 20 anni, da Budapest a Santa Maria Capua Vetere passando per il Brasile o Roma o per Pechino; passando per Europei, Mondiali, Olimpiadi e 2 nazionali, 2 cittadinanze e 2 anime. Un sospiro lungo da tanto ‘sniffare’ tutto il profumo del cloro nell’umidità della piscina del Parco Urbano. Gli occhi rossi per tanti motivi ed una ragazza (altro che vecchiaia) eccezionale dentro e fuori dall’acqua che ‘FORSE’ decide di smettere con lo sport che l’ha accompagnata per una vita e che le ha fatto trovare anche l’amore e un marito che le ha dedicato una lettera bellissima nel dopo partita. “Lo dico da anni, è vero, continua Bozse – ma l’intento ora è quello, ma non perché abbiamo perso. Per ora è così, poi si vedrà. Devo dire grazie – prosegue la campionessa – alla pallanuoto, ma anche a questo club che mi ha voluto nella mia ‘vecchiaia’ e una grazie al presidente, a Salvatore e alle ragazze che mi hanno fatto sentire a casa e, se chiudo, chiudo con il sorriso sulle labbra. Se fossimo salite in A1 non avrei potuto smettere. Ma ho 35 anni e tra lavoro, famiglia etc, anche se sto bene fisicamente e mi diverto, è giusto pensare ad altro nella vita”. Un altro sospiro.“Ci sono stati vari momenti alti della carriera. Tanti anni fa nel 2001 vincere in casa a Budapest gli Europei è stato grandioso. Con i rigori contro il Cosenza ho rivissuto un po’ le Olimpiadi a Pechino quando ho tirato il primo rigore ai quarti, e ci ricordiamo tutti come andò. Tante emozioni forti, così come la promozione in A1 nel 2011 con la ‘mia’ squadra, questa squadra. Tanti momenti davvero belli, devo ammettere”, conclude Elisabetta. Mancherà alla pallanuoto, questo è sicuro.

Armando Serpe

Marco Falco