Ammutinamento al Gladiator: la squadra non si allena



Cancello chiuso al Piccirillo
Cancello chiuso al Piccirillo

Gladiator travolto dal nuovo sciopero dei propri calciatori. Nel pomeriggio odierno, l’intero organico neroazzurro ha deciso di non effettuare l’allenamento, a causa del mancato pagamento della mensilità di dicembre (per non parlare di gennaio che sembra lontano un miglio, considerando che oggi siamo in data 11 febbraio).

Le fasi salienti. Stanchi dell’ennesima posticipazione da parte del direttore generale Luigi Caldarelli, unico rappresentante della cordata Vito, i ventotto atleti si sono chiusi all’interno dello spogliatoio e, dopo aver preso una decisione comune, hanno dichiarato all’allenatore Michele Cimmino la volontà di non fare allenamento. Il trainer ex Pomigliano, Sant’Antonio Abate e Capriatese non ha potuto altro che constatare i motivi della protesta, ed ha parlato a quattrocchi con Caldarelli per capire quali sono le intenzioni societarie. Cosicché il dg si è recato negli spogliatoi ed ha esposto l’ennesima proposta di una società che oramai fa acqua da tutte le parti. Questa volta, rispetto al passato, l’intera rosa non ha creduto alle promesse di Caldarelli e non si è spogliata, non svolgendo quella che sarebbe dovuta essere la prima seduta settimanale.



Il rischio. E’ la seconda volta in questa stagione che accade un episodio del genere. Già a fine dicembre, dopo il match perso a Bisceglie, la squadra aveva scioperato poiché non era ancora giunta la retribuzione del mese di novembre. Un mese e mezzo dopo la situazione torna a farsi delicata, ma ora i calciatori sembrano essere molto più determinati. Secondo quanto trapelato da ambienti vicino alla squadra, nessun calciatore farà allenamento fino a quando tutti non riceveranno lo stipendio. Secondo il programma stabilito da Cimmino, domani è in programma la seduta mattutina ma, qualora il presidente Vito non si presenti con i soldi, lo sciopero continuerà ad oltranza. A rischio c’è la disputa del match contro il Francavilla sul Sinni di domenica prossima: una minaccia che verrà trasformata in realtà, qualora Vito disattenderà al suo dovere.  


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