Infermeria piena, Juve in emergenza

Stefano Gentile non al meglio della forma
Stefano Gentile non al meglio della forma (Foto Giuseppe Melone)

Tutto si può dire della prima parte della settimana di preparazione al prossimo incontro, della Juve che sia stata baciata dalla fortuna. La ‘Dea Bendata’, infatti, ha letteralmente girato le spalle alla formazione di Terra di lavoro, ha giurato le spalle ad un team che praticamente aspettava e si aspettava di mettere in scena una settimana perfetta, una settimana fatta di intensità, lavoro al completo e di concentrazione massima per arrivare con tutte le carte in regola in vista del faccia a faccia con la Virtus Roma di domenica pomeriggio a Pezza delle Noci. Ed invece la ‘via crucis’ delle assenze continua ad essere presente sul cammino dei bianconeri. Già perché il virus che nella settimana di preparazione ed avvicinamento alla sfida di Ancona contro Montegranaro, aveva mandato ko tecnico dopo nemmeno una ripresa e quindi un giorno, Dan Mavraides, può uscire dal campo ancora vincente nel duello contro i casertani. A doversi arrendere alle conseguenze dell’attacco febbrile sono stati addirittura Akindele, Michelori e lo stesso timoniere Pino Sacripanti che quindi ha dovuto, negli ultimi due giorni, seguire il tutto a debita distanza per evitare che il tutto si potesse trasferire anche ad altri. Non certo delle notizie confortanti per un paio di motivi. Non solo perché sul rettangolo di gioco del Palamaggiò ci sono e ci sono stati e forse ci saranno due giocatori in meno incidendo in questo modo sulla possibilità di spingere al massimo gli allenamenti cosi come si spiegava in precedenza, ma anche perché quello che sta colpendo in questo periodo dell’anno, è un virus che colpendo pancia e stomaco debilita e non molto il fisico specialmente degli atleti che poi alla domenica dovrebbero scendere in campo. Una tegola non pesante, ma pesantissima, dal momento che se pure la coppia di lunghi dovesse farcela a combattere l’influenza intesa come sintomi non solo febbrili, ma anche fisici, la loro condizione non potrebbe mai essere quella perfetta ed al 100% cosi come ci si sarebbe aspettato in considerazione della sfida che i bianconeri si apprestano a vivere (senza contare che i volto di Mavraides in borghese ad Ancona per essere stato colpito dallo stesso virus una settimana fa, non faceva presagire niente di buono in quanto a possibilità di essere in campo anche nel caso fosse stato in canotta e pantaloncino ndr). Ed ma la percentuale di condizione con la quale scenderebbero in campo non è certo il primo dei problemi per lo staff tecnico bianconero, considerando che l’eventuale assenza di Akindele e Michelori, arriverebbe come una sorta di secchiata di acqua polare dritta in faccia. Praticamente con loro sarebbe put l’intero pacchetto lunghi della Juve. Lasciando, dunque, il solo Jelovac a doversi sobbarcare tutti i minuti della ‘categoria’ trascorrendo gran parte del proprio tempo in mezzo all’area. Quando piove poi grandina, recita un vecchio proverbio ed allora alla injured list bianconera si aggiunge anche il nome di Stefano Gentile. Per il metronomo figlio di Nando un piccolo problema muscolare che ne ha limitato gli allenamenti. Insomma, una prospettiva che coach Sacripanti di sicuro vorrebbe completamente cancellare dal proprio taccuino, specialmente contro una squadra che nonostante qualche ultima sconfitta ha dimostrato anche alle Final Eight di essere in buona forma fisica ed in una situazione di controllo della stagione e di amalgama tale da poter vincere o quanto meno giocar alla parti su qualsiasi campo della penisola. Un gruppo oliato e diretto dal di fuori come un direttore d’orchestra da coach Calvani, al quale sta per essere aggiunto un nuovo tassello. La firma è arrivata, infatti, qualche giorno fa, mentre questo pomeriggio la formazione capitolina ed il suo staff tecnico faranno finalmente conoscenza dal vivo con il talento e la mano del somalo a stelle e strisce Faisal Aden. La stessa mano che qualche settimana fa ha portato l’esterno del 1989 a segnare 59 punti in una partita Fiba della propria nazionale destando non poco interesse da parte di chi si chiedeva del perché del suo arrivo ai piedi del Colosseo. Dovesse essere tesserato in tempo per la trasferta casertana, coach Calvani avrebbe addirittura una nuova freccia da poter scagliare verso i casertani per bissare il successo del Pala Tiziano nel girone di andata, mentre per coach Sacripanti una mano rovente in più di cui tener conto.