New Volley, Elena Gabrieli si presenta



Elena Gabrieli
Elena Gabrieli

Campionessa europea 2010 con la maglia della nazionale juniores, uno dei migliori prospetti nello spot di centrale, la ventenne Elena Gabrieli, nata a Chioggia, è l’unico colpo in entrata operata dalla capolista in questa sessione invernale di mercato.

Per cinque anni nel Club Italia, sotto le dirette cure dei tecnici federali, la Gabrieli è sempre stata tra le migliori del movimento pallavolistico nazionale nelle varie categorie giovanili. Il connubio con una realtà con il New Volley, sempre attenta e sensibile ai giovani e al meglio dal punto di vista tecnico e umano, sembra perfetto. è proprio il neo-acquisto a raccontarsi e raccontarci del suo arrivo in Campania:



 

Elena, due giorni dopo il tuo arrivo subito quarti di finale di Coppa e Final Four conquistata. Questo ambientamento forzatamente accelerato ti ha aiutata?

Ad aiutarmi sono state le mie nuove compagne, dalle quali sono stata accolta benissimo. Da subito ci siamo allenate insieme con uno spirito positivo e la vittoria in Coppa  ha completato il quadro. Questo è stato molto importante, perché cambiare squadra a gennaio non è mai facile.

 

Gli addetti ai lavori di tutta Italia già ti conoscono. Descriviti tecnicamente e agonisticamente ai supporter gricignanesi.

Sono una perfezionista. Pretendo molto da me stessa, specie nelle cose che so di saper fare. Se in allenamento sbaglio un attacco alla mia portata rimango arrabbiata anche dopo la fine della sessione. Al contrario, sui fondamentali sui quali ho bisogno di migliorare, come il muro, cerco di incrementare la cura dei dettagli.

 

La prima volta al Sud, lontano da casa. Come stai vivendo questo importante snodo della tua carriera?

Lo sto vivendo bene. Qui a Gricignano ho incontrato delle persone che mi hanno seguito, cercato e voluto fortemente. Credono molto in me e questo mi ha dato la forza di compiere questa scelta importantissima per la mia crescita. Ho voglia di dimostrare tutte le mie potenzialità qui al New Volley, anche perché vengo da due anni, diciamo così, molto particolari.

 

Nella tua storia in maglia azzurra hai vissuto già grandi delusioni e grandi trionfi. Cosa insegnano sconfitte e vittorie?

Tutto insegna nello sport. Perdere una semifinale europea ti fa crollare il mondo addosso: il ritiro, gli allenamenti, mesi di preparazione che svaniscono in un attimo. Però le sconfitte ti danno anche gli strumenti per prenderti le rivincite, come la finale vinta in seguito in Serbia contro le padrone di casa in un palasport strapieno e ostile.

 

Le tue nuove compagne di reparto e il capitano: che rapporto stai costruendo con loro?

Elena Drozina è una persona stupenda, e c’è tutto da imparare da una figura come lei. Sta attenta a tutto ciò che faccio e mi sta molto vicino. E’ un riferimento importantissimo. Con le gemelle Di Cristo ho subito instaurato un rapporto di lavoro molto fitto. Devo ringraziarle pubblicamente perché da subito mi hanno spiegato movimenti, schemi ed esercizi. Si sono messe a totale disposizione.


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