Domenica prossima a San Tammaro c’è il ‘Memorial Gravino’

La gara podistica di 10 km prenderà il via dal Corso Domenico Capitelli



Per iniziativa dell’ Associazione Accollatori Maria SS. della Libera e San Tammaro di cui è Presidente Mario Valletta, prenderà il via domenica prossima 25 novembre alle ore 09:15 da Corso Domenico Capitelli il “3° Memorial Don Pasquale Gravino”- gara podistica di 5 e 10 Km. dedicata all’indimenticato  e compianto parroco di San Tammaro, da sempre guida per i giovani e punto di riferimento per l’intera comunità.  Fervono dunque i preparativi in casa accollatori per approntare al meglio l’evento. Un pool organizzativo competente e dinamico coordinato da Gaetano Valletta  coaudivato da  Angelo Ricci, Carlo Valletta, Pasquale Ottalano e da vari soci. Questa edizione sarà un pò speciale, in quanto, gli atleti percorreranno la circonferenza interna del Real Sito di Carditello, fatto questo voluto in modo forte da Gaetano Valletta animatore di questo evento. Cala dunque il sipario, sulla stagione organizzativa e sportiva propiziata dall’associazione di via Bovienzo. Un anno sociale intenso e pieno di soddisfazioni sicuramente. Il lavoro profuso dal Consiglio Direttivo e la  volenterosa collaborazione dei soci rappresenta in modo tangibile la voglia di non fermarsi ma di continuare a crescere anche per contribuire allo sviluppo culturale, ricreativo e sportivo del nostro paese dice Giuseppe Serulo Vice Presidente del sodalizio di via Bovienzo. Il passaggio della gara, all’interno della Real Sito di Carditello farà vedere, ai tanti atleti, la grandezza e l’importanza di un monumento  che appartiene alla nostra storia e che a tutt’oggi, salvo qualche intervento di facciata di natura propagandistica  resta “in balia delle onde” immerso “nell’arcipelago della monnezza” ( vedi la vicinanza alle  discariche Casone, Marruzzella e la vicina ferrandelle). Noi attraverso lo sport, continua Serulo, con il ciclismo ed il podismo vogliamo dare un piccolo contributo, l’ennesimo messaggio, non strumentale,  affinchè questa opera magnifica che l’Europa ci invidia sia in modo veritiero presa seriamente in considerazione e venga fatto qualcosa di concreto affinchè questo bene comune rimanga patrimonio della storia d’Italia.