Acqua sporca e decisioni incomprensibili



Servirebbe più chiarezza e limpidezza all'interno del movimento pallanuoto

Nel pomeriggio di ieri la CAF delibera 3 giornate di squalifica a coach Napolitano e due a Serena Masciandaro. Ancora una volta per quei fatti di Bologna, per l’appello del procuratore federale (ma poi perchè?) e ancora una volta la CAF contraddice la commissione disciplinare, su un argomento per cui c’era stato il proscioglimento per i due tesserati del Volturno. Forse anche le farneticazioni devono essere prese in considerazioni, onde evitare a chi formula accuse sulla base di ricorsi o esposti del lavoro inutile. “Da 2 anni a 2 o 3 giornate ed è andata di lusso”, si potrebbe pensare, ma non è così. In 50 giorni di pausa campionato, non una sola parola, da quando a marzo ci fu il proscioglimento da quelle accuse infamanti. Poi, mentre il Volturno è in viaggio per Firenze per giocarsi la partita decisiva di tutta una stagione, dopo 2 ore di viaggio (in auto) arriva la notizia. E il tempo per riorganizzarsi? Per avere un altro tecnico sul piano vasca, magari? E come rivedere l’impostazione tattica della squadra a rifinitura già tenuta? A questo gli organi giudicanti non ci hanno pensato? E non hanno pensato alla tempistica e al tempo che hanno avuto a disposizione? Ed in generale alla tenuta mentale di un gruppo che prima si vede togliere dei punti, poi vede la richiesta di 2 anni di squalifica per allenatore e capitano (per cosa poi?)? Come può, secondo questi signori, un gruppo lavorare bene e programmare? Ma poi Napolitano non aveva già pagato il tutto con 3 giornate di squalifica? Solo per il Volturno non vale il principio del ne bis in idem? Che coincidenze, sempre coincidenze e sempre contro una sola squadra, anzi società, considerando gli scandali che stanno toccando anche la compagine maschile del Volturno. Ma perché nessuno ne parla? Non possono essere tutte decisioni prese con serenità e distacco né tanto meno applicazioni (sempre unilaterali) dei regolamenti che se ci sono devono valere per tutti. Furbate di altre società, potrebbero essere, a cui la FIN e tutto quello che le ruota attorno non può e non possono sottrarsi dal dare una sguardo, forse un po’ troppo en passant. Forse il Volturno fa solo la vittima, ma diciamocela tutta, non è così. La società del presidente Tatavitto, avrà commesso anche degli errori quest’anno sotto alcuni punti di vista, ma è costantemente ‘sotto attacco’ incrociato. Beh bastava dirlo: “Il Volturno e cioè la storia della pallanuoto al femminile e che vanta una discreta tradizione anche in campo maschile, non lo vogliamo. Le squadre, poi, non vogliono venire a giocare a Santa Maria Capua Vetere”. Sarebbe stato più onesto. Sinceramente in 10 anni di cronache sportive non mi era mai capitata sotto gli occhi una quantità così enorme di torti e decisioni a sfavore di una singola società. Ma mi sono dovuto ricredere anche sulla base di alcuni risultati usciti da questa penultima giornata di campionato in A1 femminile di pallanuoto. Il Volturno ha lottato come un leone ferito, per ‘vendicare’ anche il suo capitano in tribuna a soffrire per la sua squadra, quella con la quale la Masciandaro è cresciuta a suon di nuoto e pallanuoto e dove lavora per insegnare a nuotare ad una miriade di persone. Lei che vive la sua vita solo nelle pause dall’odore del cloro (così come tante altre ragazze in giro per l’Italia). Il Firenze ha onorato il campionato, il match e la dignità della pallanuoto e ad un secondo dalla fine (e per la seconda volta dopo quello sciagurato play-out di 5 anni fa) ha rispedito il Volturno in A2, campionato che lo scorso anno vinsero nei rispettivi gironi le due squadre in acqua alla Nannini. Fino ad un secondo dal termine il Volturno poteva ancora sperare nella salvezza ed ora, invece, no. Un 17 a 17 che ha fatto vibrare il cuore a chi ama questo sport, anche se le vibrazioni hanno spezzato il cuore e le speranze dei supporters gialloverdi a fine partita (che noi via abbiamo, tra mille difficoltà, trasmesso in diretta streaming). Da oggi meglio non parlare di pallanuoto trasparente, pulita, limpida. Bisognerebbe cambiare acqua o azionare le pompe del riciclo, non solo al vecchio impianto sammaritano, ma anche e soprattutto nelle zone alte, dove c’è chi si fa bello a fare le passerelle e chi vede la federazione e la vita degli atleti come numeri ed incassi soltanto, ma limitandosi a questo. Volturno la colpa è tua, ma solo per un 60%. Tornerai più forte di prima ed è stato comunque un successo, come scrissi prima dell’esordio a Padova e ribadisco ora che di speranze salvezza non ce ne sono più. Non sarà una retrocessione a stroncare la pallanuoto a Santa Maria Capua Vetere.




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