Turnover, infortuni e mal di trasferta

Immagine emblematica: Pastore a terra, la Casertana non brilla a Grottaglie

Tre indizi fanno una prova e allora le speranze promozione della Casertana sono rdotte all’osso. Al momento solo la matemtica non condanna i falchetti che devono recuperare sette punti alla capolista Martina ed hanno lo scontro diretto fuori casa. Impresa fuori dal comune e oggi pomeriggio la squadra ha dimostrato di non avere quella personalità necessaria per farcela. Dicevamo degli indizi: in primis ha sorpreso la mancanza di turnover di Ferraro che ha schierato la stessa formazione di domenica. Qualcuno potrà rispolverare la famosa frase “squadra che vince non si cambia”. Giustissimo, ma non vale  quando ci sono impegni ravvicinati. Chi sostituire? A nostro modo di vedere si sarebbe potuto far tirare il fiato a Di Ruocco le cui caratteristiche tecniche attualmente non gli permettono di giocare due partite in tre giorni. Infatti nella ripresa non si è praticamente visto (ma non per colpa sua). In tribuna abbiamo intravisto Magaddino che smaltita l’influenza della scorsa settimana sarebbe potuto tornare utile. Ma non essendosi allenato adeguatamente forse il mister ha preferito non rischiarlo. Non hanno convinto i due mediani Burgos e Pontillo con il primo costretto a uscire per una botta alla caviglia e il secondo sostituito da Stigliano per evitare di rimediare un giallo che gli avrebbe fatto saltare la sfida con la Sarnese. Questo mancato turnover ha appesantito oltremodo i calciatori che tra poco più di 72 ore torneranno nuovamente in campo. Da valutare le condzioni di Burgos e Pastore. Infortuni che rischiano di stravolgere l’assetto tattico di Ferraro. Il terzo elemento di riflessione è il mal di trasferta. Nel dopo gara l’allenatore ha sottolineato la lunga serie di risultati positivi ottenuti sotto la sua gestione e i tre ko consecutivi in trasferta che avevano allontanato la squadra dalle zone alte della classifica prima del suo arrivo. Dati inconfutabili, ma è altrettanto vero che Gaeta a parte sotto al sua gestione i rossoblù non hanno mai vinto fuori casa. Francavilla, Torre del Greco e Grottaglie, sei punti lasciati per strada, troppi per chi ambisce a qualcosa di importante. Tre partite con lo stesso comune denominatore: la Casertana crea tantissimo, domina, sembra padrona del campo e alla fine torna a casa con un punticino che serve solo a far allontanare le dirette concorrenti. Vogliamo continuare a crederci, a inseguire qualcosa di inarrivabile (per il momento)? Crediamoci, però vi prego: abbiate rispetto per i tifosi e non continuiamo a ripetere che ci sono ancora undici partite e tutto può accadere. E’ vero, tutto può accadere, ma non nella realtà, non in questa realtà rossoblù. Le favole lasciamole ai bambini, il calcio è un’altra cosa.