“Ma la Casertana resta sempre una emozione grande….”

Ci sono delle mattine in cui la sveglia può continuare a suonare all’infinito, ma non riesci neanche a sentirla. Eppure bisogna andare a lavorare, a guadagnarsi, come si diceva un tempo, la “pagnotta”: ma la voglia di alzarsi è pari a zero.
Ci sono delle altre mattine in cui, invece, non c’è neanche bisogno di mettere la sveglia per precipitarsi fuori dal letto. Guardi l’orologio e ti accorgi che, in teoria, avresti potuto uscire dalle coperte anche mezz’ora dopo. Comincia in questo modo una trasferta lontana come quella di Ostuni.
Un caffè veloce, la tua compagna che ti dice “ti preparo un panino” e te che rispondi “lascia perdere, mangiamo qualcosa per strada”. E giusto quando lo dici hai già la consapevolezza che, con ogni probabilità, resterai digiuno fino al rientro.
Abbiamo fame, sì, ma solo di tre punti: fame di una vittoria che, magari, aggiungerà poco o niente al tuo campionato. Ma che potrebbe giustificare una intera giornata passata lontano da casa. E non sarebbe poco.
Sali in macchina e il “maledetto” navigatore indica che mancano alla meta oltre trecentocinquanta chilometri: “chisenefrega”. Posso sembrare tanti, ma ne farei volentieri anche di più se il campionato fosse quello che penso io.
Fondamentale, però, scegliersi i “giusti” compagni di viaggio. La lunga esperienza nel… settore ti ha insegnato che avere in auto Stefanino De Maria è un “surplus” impossibile a cui rinunciare. Ma sai anche che Stefanino è quello che sistematicamente arriva (da Alife…) ad un appuntamento con mezz’ora di ritardo. E’ da mettere nel conto. Ma quando lo vedi giungere al “Pinto” con un… distacco di appena quattro minuti (se non è record, poco ci manca) comprendi che lui, come noi, è “arrapato” di Casertana.
Il viaggio è e rimane un “collage” di ricordi e aneddoti, ma anche di problematiche personali che potresti non confidare a nessuno, se non ad un “fratello” di fede rossoblù. Il consiglio, l’esperienza: l’unione fa la forza. Oggi come non mai.
Poi la partita: 90′ e passa minuti da vivere intensamente come ogni domenica. Una maglia rossoblù in mezzo al campo accende sempre una grande emozione, e te sei venuto ad Ostuni per viverla fino in fondo.
La cronaca nel pezzo di… cronaca. L’amarezza per una sconfitta evitabilissima (e per una vittoria gettata al vento) traspare dal viso di tutti a fine partita. Si avvicina un tifoso pugliese e mi dice “l’abbiamo meritato questo successo, abbiamo giocato con il cuore”. Gli rispondo che probabilmente lui ha visto un’altra partita e che forse ha passato il pomeriggio a Massafra. Più che l’Ostuni a meritare la vittoria è stata la Casertana a guadagnarsi la… sconfitta.
Giù negli spogliatoi e Feola sembra già pronto e consapevole che gli toccherà la… crocifissione: Stefanino prepara la croce, Cesare martello e chiodi, Giuseppe la lancia da infilare nel costato. A me è toccata la spugna imbevuta di aceto. Eppure quando ci troviamo di fronte il tecnico nessuno se la sente di vestire i panni del “carnefice”.
Ti rimetti in macchina e parti e dici “basta, non ci vengo più”. Ancora ti domandi come sia stato possibile perdere una gara come questa. E poi ancora ricordi, ancora aneddoti. E anche la telefonata della tua compagna che dice “ma state ancora appresso alla Casertana?” Embè si, siamo ancora appresso… Facile girare il coltello nella piaga. Troppo comodo e troppo facile.
Il rientro a Caserta solo in tarda serata. Rivedi il “Pinto” ed in un attimo ti passa davanti l’intera giornata in… trasferta. Un sospiro, uno soltanto. Soltanto in quel momento comprendi che, nonostante tutto, è stata una bellissima giornata, vissuta intensamente. E che ne voglio passare almeno cento altre ancora così. Magari soltanto con un risultato diverso! Grazie Casertana…

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