La Casertana torna da Picerno con un punto che muove la classifica, ma anche con qualche interrogativo sulla qualità del gioco espresso. Lo zero a zero contro il Sorrento fotografa una squadra solida, attenta nella fase difensiva, ma ancora troppo prevedibile quando è chiamata a costruire e soprattutto a rendersi pericolosa negli ultimi trenta metri.
Stellone ha confermato l’undici vittorioso contro il Monopoli, affidandosi ancora al 3-4-1-2, ma questa volta sono mancate fluidità, velocità di manovra e capacità di trovare spazi tra le linee. Il centrocampo ha sofferto l’aggressività degli avversari, con Pezzella e Girelli spesso costretti a giocare sotto pressione e senza la necessaria continuità nella costruzione.
Anche sulle corsie esterne è mancata quella spinta capace di creare superiorità numerica, mentre Bentivegna ha faticato a trovare la posizione giusta per collegare centrocampo e attacco. Troppo isolati Castelli e Manconi, poco serviti e raramente messi nelle condizioni di incidere.
La nota positiva arriva dalla tenuta difensiva. La Casertana ha saputo soffrire, mantenendo equilibrio e compattezza anche nei momenti di maggiore pressione del Sorrento. Ma per una squadra che vuole recitare un ruolo importante in questo campionato, la sola solidità non può bastare.
I cambi nella ripresa hanno restituito qualcosa in termini di vivacità, senza però modificare sostanzialmente l’inerzia della partita.
Il pareggio, tutto sommato, è un risultato accettabile su un campo difficile e contro un avversario organizzato. Resta però la sensazione di un’occasione non sfruttata fino in fondo.
La Casertana ha dimostrato di avere personalità e valori individuali importanti. Adesso serve qualcosa in più sul piano collettivo, perché per restare stabilmente nelle zone alte della classifica non basta evitare di perdere: bisogna imparare a imporre il proprio gioco anche nelle partite più complicate.





