Si chiude con un’assoluzione una vicenda giudiziaria durata nove anni che ha visto protagonista un tifoso della Casertana. La Corte di Cassazione ha annullato la condanna a un anno di reclusione e al pagamento di un’ammenda di 10mila euro, stabilendo che il fatto non sussiste.
Il 38enne era stato ritenuto responsabile di aver violato l’obbligo di firma previsto dal Daspo emesso dal questore di Benevento. Secondo l’accusa, in occasione della gara Casertana-Siracusa del maggio 2017, si era presentato in Questura con circa dieci minuti di ritardo rispetto all’orario stabilito.
La condanna, pronunciata dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere e successivamente confermata dalla Corte d’Appello, è stata però ribaltata dalla Suprema Corte, che ha accolto il ricorso presentato dall’avvocato Nello Sgambato. La difesa ha dimostrato che il lieve ritardo era stato determinato da esigenze lavorative, circostanza ritenuta sufficiente per escludere la responsabilità penale del tifoso.








