Casertano doc, nato a Santa Maria Capua Vetere nel 1973, Gennaro Di Carlo torna a confrontarsi con la Juvecaserta da avversario, portando con sé un bagaglio di esperienze maturate sui parquet di tutta Italia. Per il tecnico dell’Avellino Basket, quello con i colori bianconeri non è un legame qualsiasi: proprio a Caserta, nella città che ha scritto pagine indimenticabili della pallacanestro italiana, ha preso forma la sua carriera di allenatore. Un percorso costruito con pazienza, sacrificio e una lunga gavetta, senza mai dimenticare le proprie origini.
La sua storia cestistica comincia nel settore giovanile della Juvecaserta, prima da giocatore e successivamente da allenatore. Nel 1990, appena diciassettenne, inizia a lavorare con le formazioni giovanili bianconere, mettendosi in evidenza per la capacità di formare e valorizzare i giovani talenti. Con le squadre del vivaio raggiunge più volte le finali nazionali, entrando anche nello staff tecnico delle rappresentative giovanili italiane. Tra il 1999 e il 2002 arriva l’esperienza come viceallenatore della prima squadra della Juvecaserta, una tappa importante della sua crescita professionale. Non ha dunque guidato la prima squadra bianconera da capoallenatore, ma ne ha fatto parte dello staff tecnico dopo gli anni trascorsi nel settore giovanile.
Terminata l’avventura casertana, Di Carlo resta inizialmente in Terra di Lavoro, allenando Maddaloni dal 2002 al 2006, con cui conquista la promozione in Serie B. Successivamente comincia il suo viaggio lontano da casa: Imola, Montegranaro, dove lavora al fianco di Alessandro Finelli in Serie A, Virtus Roma e Scafati. Nel 2011 arriva la prima vera opportunità da capoallenatore in Legadue con Sant’Antimo, seguita dalle esperienze sulle panchine di Scafati e Treviso.
La consacrazione arriva in Sicilia, a Capo d’Orlando. Inizialmente assistente di Giulio Griccioli nel 2014, viene promosso capoallenatore nel dicembre 2015. Nella stagione 2016-2017 firma una delle imprese più significative della propria carriera, conducendo l’Orlandina ai playoff scudetto, alla qualificazione alla Coppa Italia e alla Basketball Champions League. Risultati che gli consentono di affermarsi definitivamente nel panorama della pallacanestro nazionale.
Dopo l’esperienza siciliana riparte dalla Serie A2, allenando Piacenza, Poderosa Montegranaro e Mantova. Particolarmente significativa anche la parentesi a Nardò, dove nella stagione 2022-2023 conduce i salentini ai primi storici playoff di A2, prima dell’avventura alla Libertas Livorno, culminata con il raggiungimento della salvezza nel 2025.
Nel novembre 2025 arriva la chiamata dell’Avellino Basket. Subentrato a Maurizio Buscaglia, Di Carlo cambia il volto degli irpini, portandoli all’ottavo posto della regular season e ai playoff, con un bilancio personale di 19 vittorie e 12 sconfitte tra campionato e post-season. Risultati che convincono la società a confermarlo anche per la stagione 2026-2027, con ambizioni ulteriormente rafforzate.
Adesso, sulla panchina biancoverde, Di Carlo ritrova quella Juvecaserta che ha rappresentato il suo punto di partenza. Una sfida dal significato particolare per un allenatore che ha saputo costruirsi una carriera importante lontano dalla propria città, conservando però un’identità profondamente casertana. Perché cambiano le squadre, le città e i colori delle maglie, ma le radici cestistiche restano quelle della Juvecaserta, dove tutto ebbe inizio.




