Erano già sottoposti a un divieto di accesso allo stadio i dodici tifosi della Casertana che il 10 maggio scorso, in occasione della gara casalinga dei play-off di Serie C contro la Salernitana, erano stati deferiti per aver partecipato al corteo motorizzato organizzato dai supporters rossoblu prima del match.
Il torpedone, composto da autovetture e scooter, era partito dall’albergo sede del ritiro pregara della Casertana ed aveva scortato il pullman della squadra fino allo stadio Pinto.
Per la Questura, però, la partecipazione a quel corteo era una violazione delle prescrizioni precedentemente imposte e, pertanto, i dodici tifosi della Casertana già oggetto di divieto venivano denunciati per aver violato tale misura.
Nei loro confronti il Questore di Caserta disponeva, pertanto, un nuovo divieto, dai cinque ai sette anni di durata, prevedendo altresì la misura coercitiva di un obbligo di presentazione presso il locale comando di polizia in occasione di ogni partita della Casertana.
Per le autorità l’ulteriore obbligo era giustificato dall’aver tenuto una condotta pericolosa per la sicurezza pubblica, con un mancato rispetto del daspo già emesso e, per tale ragione, veniva adottato prescrivendo addirittura una duplice presentazione, una per ogni tempo di gioco.
Tale misura cautelare, originariamente convalidata dal Giudice delle Indagini Preliminari del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, è stata revocata per tutti i tifosi rossoblu.
Veniva accolta, infatti, la tesi sostenuta dalla difesa dei supporters casertani ossia che la manifestazione di sostegno alla squadra a cui gli stessi avevano preso parte era finalizzata esclusivamente ad accompagnare i giocatori verso l’impianto di gioco. Per l’avvocato Giuseppe Di Monaco, difensore di undici dei tifosi diffidati, nel comportamento effettivamente tenuto non vi era alcuna volontà di violazione del D.A.Spo. ricevuto in precedenza, né vi era l’intento di sostare nei pressi dello stadio, in quanto i supporters si limitavano a transitare nei luoghi e nelle vie adiacenti all’impianto di gioco, senza appunto accedervi. Nelle istanze di revoca formulate il difensore chiariva, inoltre, che il tutto si era svolto in maniera pacifica, in un assoluto clima di festa, senza alcuna tensione o effettivo pericolo per l’ordine pubblico.
Tesi sostenuta anche dall’avvocato Antonio Pota, difensore di un altro dei tifosi deferiti.
Il Giudice per le Indagini Preliminari, condividendo tale assunto, revocava le misure cautelari precedentemente convalidate disponendo, pertanto, la cessazione del doppio obbligo di firma a carico dei supporters.





