Le origini e i vari passaggi dell’impianto che ospita le partite dei Falchetti, che qualche anno fa si è rifatto il look
La Casertana quest’anno ha grandi ambizioni e punta a essere protagonista nel girone C di Serie C, come dimostra anche la classifica attuale. Tuttavia, le ultime prestazioni negative hanno tolto serenità e portato al cambio di allenatore con l’arrivo in panchina di Roberto Stellone per ritrovare continuità. Nonostante il calo, i rossoblù rimangono tra le formazioni più accreditate per conquistare un posto ai playoff. D’altra parte, l’analisi degli addetti ai lavori conferma lo status da protagonista del campionato della Casertana, ribadito anche dai principali operatori di scommesse.
Il momento di transizione in panchina spinge molti appassionati a seguire con attenzione la risposta della squadra già dalle prossime partite. In questo contesto, chi desidera mettere alla prova le proprie intuizioni sulle prime gare gestite dal nuovo ct potrebbe usufruire delle promozioni d’ingresso dei principali concessionari, come quella riguardante il bonus Sisal, che permette di accedere a credito aggiuntivo da utilizzare anche sui palinsesti della Serie C.
Per raggiungere l’obiettivo playoff, dunque, i Falchetti punteranno soprattutto sui match casalinghi nel fortino del proprio stadio Alberto Pinto, nel quale si sono tolti diverse soddisfazioni nella loro storia. Vediamo allora le origini e la storia dell’impianto, che qualche anno fa ha cambiato volto con la ristrutturazione.
La storia del vecchio Pinto
Lo Stadio Pinto è stato inaugurato nel 1936 e nacque originariamente come struttura polivalente, concepita per ospitare sia il calcio che l’atletica leggera, con la pista intorno al rettangolo verde di gioco. Nei primi anni era presenta una singola tribuna coperta in cemento armato, dopodiché l’impianto è cresciuto insieme alla società rossoblù. I settori popolari, ovvero le Curve e i Distinti, vengono costruiti negli anni ‘50, ma il vero salto strutturale dello stadio si ebbe a cavallo degli anni ‘80 e 90’.
In quel periodo la Casertana guadagnava infatti una storica promozione in Serie B, precisamente nel 1990, e questo portò ad abbattere la vecchia tribuna ormai datata, per tirare su quella che tuttora è la più capiente Tribuna Centrale. Sono gli anni più importanti della storia della Casertana, quando ogni domenica il Pinto ospitava oltre 10mila persone per gli appuntamenti casalinghi della squadra.
La svolta del 2019
Il nuovo salto lo si ha con il nuovo millennio, anche perché le nuove norme impongono standard di sicurezza e comfort decisamente più elevati rispetto a prima. La data clou per il Pinto è il 2019, quando la città di Caserta ha rappresentato una delle sedi principali delle Universiadi. L’evento richiedeva degli standard internazionali a cui gli impianti dovevano adeguarsi, e allora il Pinto ha dato il via a lavori di ristrutturazione. Lo stadio ha quindi beneficiato di un profondo restyling che ha interessanti l’impianto di illuminazione e anche l’installazione di nuovi e moderni seggiolini nei vari settori.
L’operazione Nuovo Pinto è consistita in un investimento da ben 50 milioni di euro e in un rifacimento totale dell’impianto per 12mila posti complessivi interamente coperti. Hanno fatto parte della ristrutturazione la creazione di una piazza pubblica per l’ingresso dei Distinti, la riqualificazione del piazzale esterno alla Tribuna centrale e il rifacimento di tutti i servizi sotto ad essi, tra cui spogliatoi e sala stampa, nonché i servizi igienici e la tinteggiatura generale. Nel 2020 è stato poi realizzato il nuovo prato in erba sintetica.
I lavori di ammodernamento dello stadio fanno sì che il Pinto adesso sia pronto per ospitare anche altri palcoscenici. Le ambizioni del club sono note: centrare la promozione in B e tornare a far parte del calcio che conta. Casa dovrà quindi diventare un fortino inespugnabile. Con una tifoseria sempre presente e uno stadio pronto per ospitare serate importanti, il Pinto vuole scrivere una nuova pagina della storia rossoblu.





