Ci sono ritorni che hanno un valore diverso. Non soltanto tecnico, ma umano, identitario, emotivo. Perché una squadra che rappresenta un’intera città, soprattutto dopo il ritorno in Serie D, ha il diritto e l’orgoglio di avere tra le proprie fila un aversano vero, un ragazzo che quei colori non li indossa semplicemente, ma li ama, li vive e li difende come farebbe con la propria casa.
Per questo il ritorno di Raffaele Nocchiero, conosciuto da tutti come “Il Figlio di Aversa”, è molto più di un nuovo acquisto. È il ritorno di un centrocampista che nel corso della sua carriera ha sempre dimostrato il suo attaccamento e amore per la maglia.
E come dimenticare quel 27 aprile. Il suo gol contro il Portici regalò alla squadra la matematica certezza dei playoff, accendendo definitivamente il sogno che poche settimane più tardi sarebbe diventato realtà con la straordinaria vittoria nella finalissima contro il Modica, davanti ad un “Bisceglia” sold out, riportando finalmente Aversa nel campionato di Serie D.
Oggi quella storia ricomincia. Con la stessa passione, con la stessa fame e con lo stesso amore per una maglia che per Raffaele non sarà mai una maglia qualsiasi. Perché ci sono calciatori che giocano per un club e poi ci sono quelli che giocano per la propria gente. Per la propria terra. Per la città che li ha visti crescere.










