Se n’è andato nel giorno in cui le sue squadre iniziavano il duello per la promozione in A2. Ci ha da poco lasciati coach Piero “topone” Pasini. Tecnico di grande esperienza, un romagnolo sanguigno, uno che ha vinto tanto e che faceva giocare anche bene le sue squadre. Caserta lo ha incrociato diverse volte prima di riuscire a farlo sedere sulla propria panchina nel 1994. Arrivò a maggio di quell’anno in un Palamaggió semi deserto per l’ultima gara dei play out contro il Banco Sardegna Sassari. Era la Onyx di Brembilla, Ancillotto, Tufano, Mayer, Marcovaldi, tutti i giocatori di talento, alcuni cresciuti nel vivaio bianconero. C’era bisogno di ricostruire e lui ingaggiò Diego Pastori, un lungo di grande esperienza mentre affidò all’americano Bill McCaffrey la cabina di regia. Ma lo statunitense era troppo acerbo per la serie A2 di quell’epoca e Caserta finì la corsa in semifinale play-off contro l’Olitalia Forlì. L’anno dopo le cose non cambiarono di molto perché pur arrivando Pace Mannio, indimenticata guardia tiratrice apprezzata in Italia già in altre piazze, riportando alla base Faggiano e Fazzi, la rincorsa alla promozione finì nuovamente in semifinale stavolta contro la Koncret Rimini in una pazza serie che vide le squadre perdere sempre in casa e vincere in trasferta. Quella decisiva i riminesi invece la stravinsero al Palamaggiò rifilando un trentello ai casertani. Fu quella l’ultima esperienza a Caserta. In carriera ha anche allenato la femminile godendo poi della stima e del rispetto di tutti gli addetti ai lavori. Se n’è andato a 84 anni nel giorno dell’inizio delle finali per la serie A2. È come se avesse detto: “Non chiedetemi per chi faccio il tifo tra Vigevano e Caserta. Per ora me ne vado e vi guardo lassù”. Ciao Piero, Caserta non ti dimentica.










