Una salvezza ottenuta all’ultima giornata dopo una stagione in cui non si è mai rischiato realmente di retrocedere ma i playout sarebbero stati una beffa per il Manfredonia. I pugliesi in estate si erano affidati al direttore tecnico Pietro Famiano, cuore marcianisano, esperienza da vendere sia fuori che dentro il campo. Con lui abbiamo ripercorso la stagione biancazzurra dando anche uno sguardo al futuro.
Ti aspettavi una stagione del genere, la salvezza all’ultima giornata o speravi che fosse meno complicato raggiungere la salvezza in D?
“Siamo arrivati in un momento difficile, di incertezza perché non c’erano neppure garanzie sull’iscrizione per dissapori con la tifoseria. Siamo partiti in ritardo ma fin da subito si è creato un feeling eccezionale con tutto l’ambiente. Ognuno ha fatto la propria parte, nessuno escluso. Io sono arrivato in qualità di direttore tecnico ma poi negli ultimi tre mesi con il Direttore Generale D’Errico abbiamo avuto ancora più responsabilità ed è stata un’emozione fortissima contribuire al raggiungimento dell’obiettivo”.
Che stagione è stata e le difficoltà incontrate nel girone che è senza dubbio il più difficile della quarta serie.
“E’ vero, il girone H vista la storia, la tradizione, il tifo così passionale, è senza dubbio il più complicato ma al tempo stesso più affascinante. Come dicevo siamo partiti in ritardo, bravi ad allestire una rosa forte, giovane ma con grande talento in campo e uomini anche fuori. Sono ragazzi che meritano tanto: hanno fatto sacrifici, non si sono mai tirati indietro per il bene del Manfredonia e mi sono legato tanto a loro. La società poi nel momento decisivo della stagione ha fatto uno sforzo importante rinforzando la rosa e facendo capire quanto fosse importante conservare la serie D. Abbiamo lanciato giovani attenzionati da diversi club di categoria superiore come il portiere Brahja, Biagioni, Balba, e Di Maso. Under molto bravi, professionisti e che faranno parlare di sé”.
E adesso il futuro che dice per il Manfredonia e per te?
“Non nego che essendo giovane ho ricevuto chiamate che mi lusingano e inorgogliscono. Però devo essere sincero: a Manfredonia sono stato trattato benissimo dal presidente all’ultimo tifoso. Si è creata un’alchimia bellissima, forte frutto di stima e rispetto reciproco. La volontà di entrambi è quella di proseguire insieme ma abbiamo solo accennato l’argomento perché sono passati appena dieci giorni dall’ultima di campionato. Voglio ringraziare il presidente Gianni Rotice per la splendida opportunità concessami così come il Direttore Generale Luca D’Errico con cui si è instaurato un gran bel rapporto. Con mister Pezzella invece siamo andati oltre perché eravamo in simbiosi. Lui sa quanto ci tengo al nostro rapporto ed è stato un onore lavorare al suo fianco”.










