STAGIONE FALLIMENTARE. Per il Matese un disastro annunciato sei mesi fa e ora restano solo le macerie



Il Matese in azione

Le illusioni (come i sogni) muoiono all’alba. E quelle del Matese sono morte all’alba del 24 dicembre 2023, poche ore dopo le dimissioni irrevocabili del presidente Luigi Rega. La svolta (negativa) dei verdeoro è tutta lì. Nell’illusione di poter fare a meno della competenza ed esperienza di un dirigente che ha portato il Matese in quarta serie e nella supponenza di saper fare meglio. Tirando le somme: caduta verticale della squadra che torna in Eccellenza da ultima in classifica con zero possibilità di essere ripescata. Potremmo riassumere in meno di dieci righe la stagione dell’FC Matese ma andremo a fondo. In estate già le prime frizioni all’interno del Consiglio di Amministrazione. Il presidente Rega che tiene le briglie di un cavallo che si sta imbizzarrendo. Lo sa fare ed è l’unico che può calmarlo. E invece poi arrivano gli altri soci che non avendo alcun tipo di esperienza, pensano di gestire la società con estrema sufficienza, senza polso e prendendo decisioni avventate. Non sono stati fatti grandi investimenti sul mercato affidando a mister Urbano una rosa decisamente depotenziata con un livello del girone che invece era salito. Risultati negativi, primi mugugni della tifoseria ma per qualcuno andava tutto bene. E’ chiaro che quando c’è un solo uomo al comando si assume ogni responsabilità ed è l’unico a prendere le decisioni. Invece in una società ognuno (giustamente) vuole dire la sua e iniziano le discussioni. Urbano sì, Urbano no, Urbano forse o anche no. Servono investimenti di un certo tipo a dicembre per raddrizzare una barca che sta affondando e invece che si fa? Si mette in condizione Luigi Rega di andare via perché non c’è la capacità di capire che il paziente sta morendo ed è giusto operare prima che sia troppo tardi. Un crollo senza precedenti in meno di quattro mesi sostituendo a babbo morto la guida tecnica (che per la verità ha resistito fino alla fine dal momento che lo spogliatoio era diventato caotico con musi lunghi, poca voglia di lottare e tanti dissapori). Urbano, che è un professionista nato, ha resistito, ha lottato e poi alla fine non ha potuto far altro che vedere affondare quella che era anche una sua creatura costruita con dedizione e passione negli anni. Dopo le sue dimissioni arrivano a metà febbraio anche quelle del ds Marinucci Palermo. Il culmine a inizio febbraio quando viene affidata la panchina a mister Cinotti dell’under 19. A quel punto l’attuale presidente Matera (che continuava a credere nella salvezza anche a tre giornate dalla fine quando ormai era tutto scritto) affida a Enzo Feola la panchina. Ma l’ex Casertana non ha certo la bacchetta magica, nessuno la ha ma soprattutto nessuno avrebbe potuto salvare l’insalvabile. E dopo quattro anni si ritorna esattamente da dove si era partiti, dal dilettantismo molisano ma a differenza del passato con idee e competenze differenti. Ad oggi è impossibile pensare che il 2024-2025 possa essere l’anno del riscatto. I tifosi lo sanno e si sono fatti sentire nell’ultima uscita stagionale contro il Chieti. Il calcio oggi è un’azienda e ogni persona deve ricoprire il ruolo che gli si addice con esperienza e passione. E oggi il Matese non ha più queste figure. Auguri.




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