GLADIATOR, TRAGUARDO VICINO. Martino non si siede sugli allori: “Non sono contento della prova, abbiamo già dimenticato la sofferenza di due mesi fa. Giugliano? Un abbraccio caloroso ad una piazza storica”



Alessio Martino

GIUGLIANO IN CAMPANIA – Il Gladiator mette in cassaforte la salvezza con il blitz di Giugliano. Manca solo la matematica ai sammaritani che potrebbe brindare mercoledì, nella sfida anticipata alle 15 al “Mario Piccirillo” contro il Latte Dolce. Al cospetto dei tigrotti, i sammaritani hanno rischiato in poche circostanze ed hanno portato a casa un successo prezioso, che vale la quarta vittoria consecutiva e l’ottavo risultato utile.

L’ANALISI. Seppur sia stata conquistata la vittoria, l’allenatore Alessio Martino non è molto contento della prestazione: “Abbiamo messo un altro tassello, credevamo che potesse essere decisivo ed invece così non è stato in virtù dei risultati degli altri campi. L’importante era vincere ma non mi è piaciuta la prova dei ragazzi. Va detto, è vero che faceva caldo, che certe partite vanno prese con le molle e che il Giugliano non ha mai mollato contro nessuno, ma bisognava chiuderla prima e soffrire di meno” – poi il trainer prosegue con una citazione ecclesiastica – “Oramai siamo in viale Ellittico, il Papa è vicino ma non ci regala niente nessuno e col Latte Dolce dobbiamo vincere”.



NOBILE DECADUTA. La sconfitta di ieri ha condannato alla retrocessione il Giugliano, una piazza storica del calcio campano che quest’anno ha vissuto un’annata da dimenticare: “Diamo una pacca sulla palla al Giugliano, grande società che ci dispiace debba lasciare la Serie D, ora spero in un ripescaggio. Faccio i complimenti all’allenatore Antonio Maschio, grande persona e grande allenatore. La squadra è ben allenata, il mio è un abbraccio caloroso ad una nobile società campana”.

UN PERFEZIONISTA. Martino si conferma un perfezionista, infatti trova dei difetti anche in una vittoria senza aver subito goal. Ma queste sono le caratteristiche di chi non si siede sugli allori e vuole migliorare sempre, anche dopo un trionfo fuori casa: “Io son fatto così. Se vado a casa non sono contento della prestazione, perché a livello offensivo siamo stati poco cinici mentre difensivamente abbiamo rischiato più del dovuto. In questi frangenti pare che non ci ricordiamo da dove siamo venuti. Con i risultati di ieri, se avessimo compiuto un passo falso, saremmo di nuovo immischiati nella zona pericolosa. Io non dimentico la sofferenza di due mesi fa, mi fa arrabbiare che non diamo il giusto peso a quello che abbiamo vissuto e che abbiamo superato“.

I TIFOSI ALLO STADIO. L’ufficialità della salvezza potrebbe arrivare quindi mercoledì, in occasione del ritorno allo stadio sammaritano dei tifosi: una coincidenza che potrebbe chiudere il cerchio in una stagione alquanto anomala: “Sinceramente a me faceva piacere più salvarmi oggi (ieri ndr). Da mettere in evidenza la condizione mentale perché credo che meritiamo la salvezza. Abbiamo la testa del manico dalla nostra parte, ora chiudiamo la pratica con il sostegno dei nostri tifosi“.