MARADONA E DI FUSCO. L’amicizia stupenda tra Diego ed il portiere casertano che salì sul tetto d’Italia e d’Europa con lui



Raffaele Di Fusco, Giuseppe Bruscolotti e Diego Armando Maradona

RIARDO / PIETRAMELARA – In silenzio. Da ore e giorni, coloro che hanno conosciuto ‘realmente’ Diego Armando Maradona non riescono ancora a credere a quanto avvenuto mercoledì 25 novembre 2020, una data che verrà ricordata per sempre per la triste scomparsa del Pibe de Oro. Mentre milioni di tifosi di ogni nazionalità e di ogni squadra lo commemorano con post su facebook o con ricordi lasciati fuori al futuro “Stadio Maradona”, ai Quartieri Spagnoli ed a Buenos Aires, i suoi familiari ed i suoi compagni di squadra a Napoli sono crollati in un dolore immenso. Più di tutti sono loro a soffrire la nostalgia di colui che è riuscito a realizzare l’irrealizzabile, spingendo il Napoli a vincere al cospetto delle potenti del Nord Italia.

LA NOSTALGIA. Raffaele Di Fusco, ex portiere casertano di Riardo ma trapiantato da anni a Pietramelara, stenta a pensare che l’amico di una vita se n’è andato ed ha lasciato la vita terrena. Con lui ha condiviso un’amicizia trentennale, presente nello spogliatoio per quasi tutti i sette anni in cui Maradona ha giocato nel Napoli, vivendo pagine belle e pagine brutte. Un legame forte che ha raccontato varie volte nelle interviste ed che avremmo voluto descrivervi anche sui nostri canali ma in questo caso il dolore è troppo per Raffaele che si è chiuso in sé stesso, tornando alla mente ai tanti ricordi del passato e delle esperienze vissute insieme. “No, non me la sento di parlare di Diego“: le sue parole ad una nostra richiesta di intervista, che fanno trapelare tutto il dispiacere di un suo amico sincero, che non cerca visibilità negli articoli ed in televisione. E che al momento ritorna indietro nel tempo e piange.



Raffaele Di Fusco con Diego Armando Maradona

LA CARRIERA. Cresciuto nel settore giovanile del Napoli, il portiere casertano ha svolto il ruolo di secondo portiere del club partenopeo per tanti anni, inframezzati dalle esperienze col Catanzaro e Torino. Diciassette le presenze durante il periodo del D10s sul Golfo, ed il contributo per la vittoria di due scudetti (1986-1987 e 1989-1990), una Coppa Italia nel 1987 e la Coppa Uefa del 1989.

Riprendiamo una sua vecchia intervista al giornale LaProvinciadiVarese.it per far percepire quanto i due fossero legati e chissà se Diego fosse stato qui insieme a Raffaele, cosa sarebbe potuto cambiare. Una domanda che ci poniamo noi, come lui stesso. Che di certo penserà quando Diego è venuto a Riardo e Pietramelara a trovarlo per svagarsi.

L’ULTIMA VOLTA INSIEME. In occasione dell’ultima volta che Diego è stato a Napoli (nel 2017 in occasione dello spettacolo al Teatro San Carlo ‘Tre volte 10’ di Alessandro Siani), Raffaele racconta: “Sono stato con lui al Teatro San Carlo qualche giorno fa quando è venuto a Napoli e poi siamo stati assieme a casa mia, con la mia famiglia” rivela Di Fusco. “Dieguito” è un personaggio che ha fatto e fa discutere del quale però il numero dodici del Napoli dell’età dell’oro rivela dei lati nascosti che “Diego non ha mai voluto far sapere. O, forse, faceva più notizia Maradona ubriaco fuori da una discoteca a tarda notte” commenta Raffaele, raccontando di opere che El Pibe de Oro senza i flash delle macchine fotografiche e le riprese delle telecamere tv.

L’AIUTO CONCRETO, SENZA PUBBLICITA’.Diego ha tenuto in piedi un orfanotrofio vicino a Napoli. Tante volte sono andato con lui a portare viveri ed il resto; mi ricordo che una volta andammo alla Ferrarelle per prendere l’acqua da portare ai bambini. Con la sua forza, con il suo magnetismo ci mancò poco che portassimo via tutto lo stabilimento. Lui li adorava i bambini e non si è mai risparmiato per loro. Quando facevamo i ritiri precampionato capitava di andare a correre per i boschi o magari di passeggiare tra le gente, beh, a lui non davano fastidio e spesso si fermava a parlare ed a giocare con loro“.

Raffaele Di Fusco e Diego Armando Maradona

A NOME DELLA SQUADRA. Non c’è stato un giocatore che abbia vestito la maglia azzurra del Napoli che non abbia adorato “il piede sinistro de dios” perché “Diego era uno che metteva sempre la faccia oltre ad essere quel giocatore straordinario che tutti conoscono che ti permetteva di vincere partite con giocate impossibili. Ma sono state proprio le sue qualità di uomo, a renderlo unico per tutti noi. Nello spogliatoio si discuteva” – rivela Di Fusco – “ed alcune volte le decisioni prese non vedevano magari Maradona d’accordo, però lui ci diceva ‘vado io a parlare con il presidente o con l’allenatore’. Averne di Maradona“.

Parole che esprimono in tutta la propria sincerità cosa è stato Diego Armando Maradona per Raffaele Di Fusco e per tutti i napoletani.